Il canone medio per un appartamento di 70 metri quadrati a Milano ha raggiunto 1.625 euro a fine settembre.
A Milano, il costo per affittare un appartamento di 70 metri quadrati ha sfondato ogni record. Secondo Immobiliare.it Insights, a settembre il canone medio ha raggiunto i 1.625 euro mensili, segnando un aumento del 22,2% in soli cinque anni. La forte domanda, soprattutto nelle zone più periferiche, spinge i prezzi sempre più in alto, rendendo l’affitto a Milano un’impresa sempre più difficile per molti.
L’affitto schizza alle stelle nelle periferie milanesi
Se si scende nel dettaglio dei quartieri milanesi, emerge un quadro ancora più allarmante. Barona, Corvetto e Bovisa sono solo alcuni degli esempi di come la crisi degli affitti stia colpendo duramente le periferie. In questi quartieri, i canoni sono schizzati verso l’alto in pochi anni, con aumenti che superano il 29%. A Barona, ad esempio, un appartamento in affitto costa oggi quasi 1.425 euro al mese, con un incremento di oltre 300 euro rispetto a cinque anni fa.
Questa situazione sta mettendo a dura prova le famiglie residenti, che si trovano a dover affrontare rincari sempre più pesanti, senza un corrispondente aumento dei redditi. L’accesso alla casa, sia in affitto che in proprietà, si fa sempre più difficile, costringendo molte persone a soluzioni abitative precarie o a rinunciare a vivere in città.
Allarme sfratti: è urgente intervenire
I dati sugli sfratti del 2023 suonano come un campanello d’allarme. Secondo quanto riportato da Corriere.it, la crisi economica, innescata dalla pandemia e dalla guerra, ha reso gli affitti insostenibili per molte famiglie italiane.
L’inflazione ha eroso i redditi disponibili, costringendo molti inquilini a scelte drammatiche. La situazione è particolarmente critica per coloro che hanno stipulato contratti di locazione prima della pandemia, quando i costi erano già elevati.
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L’impennata degli affitti a Milano
L’aumento dei canoni di locazione a Milano è il risultato di un complesso intreccio di fattori economici. Negli ultimi cinque anni, il costante incremento dei prezzi di vendita delle case, con rialzi compresi tra il 20% e il 30%, ha inevitabilmente influenzato il mercato degli affitti.
Parallelamente, si è registrata un’importante riduzione dell’offerta di immobili destinati alla locazione a lungo termine. Sempre più proprietari, infatti, preferiscono optare per contratti di affitto transitorio, meno vincolanti e considerati meno rischiosi, soprattutto in un contesto economico incerto.
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Affitti brevi: un falso colpevole?
Contrariamente a quanto spesso si pensa, gli affitti brevi, come quelli offerti su piattaforme come Airbnb, incidono poco sul mercato complessivo.
Le abitazioni destinate a questo tipo di locazione rappresentano meno dell’1% del patrimonio immobiliare residenziale di Milano, un dato che contribuisce poco all’attuale impennata dei canoni per affitti a lungo termine.
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Canoni concordati: una soluzione per ridurre il canone
Negli ultimi mesi, i contratti di locazione a canone concordato stanno riscuotendo un interesse crescente. Da quando sono stati aggiornati i parametri per il calcolo dei canoni, sempre più inquilini e proprietari stanno scoprendo i vantaggi di questa formula.
I canoni più contenuti rispetto al mercato libero rendono i contratti concordati un’alternativa sempre più allettante, soprattutto per chi cerca un’abitazione come prima casa.