Canoni in crescita in quasi tutte le città, tranne Milano e Torino dove domanda e offerta si allineano. Aumenti record a Treviso (+11%), Roma (+8,8%) e Bergamo (+7,9%).
Nel primo trimestre del 2024, i canoni di locazione in Italia hanno evidenziato un rialzo del 5,3%, portando il costo medio per metro quadrato a 13,2 euro al mese. Questa informazione è stata rilevata dall’ultimo rapporto di Idealista.it, noto portale di annunci nonché riferimento nel settore immobiliare italiano.
Secondo Vincenzo De Tommaso, capo dell’Ufficio Studi d’Idealista, il mercato degli affitti continua a espandersi, soprattutto nelle regioni del centro-sud.
“La domanda degli affitti rimane elevata a causa delle difficoltà crescenti nell’acquistare immobili, con tassi di interesse ancora alti e prezzi delle abitazioni sostenuti. Nonostante un aumento nell’offerta di case in affitto, la domanda eccede significativamente l’offerta”.
Aumenti Disomogenei: Picchi a Treviso (+11%), Roma (+8,8%) e Bergamo (+7,9%). Milano e Torino Mostrano Segnali di Rallentamento
Nei principali centri urbani italiani, si osserva una netta tendenza al rialzo nel mercato degli affitti:
- Incrementi Notevoli – Treviso (+11%), Roma (+8,8%), Bergamo (+7,9%), Palermo (+7,5%) e Napoli (+7,3%).
- Incrementi Moderati – Salerno (+7%), seguito da altre città con aumenti fino allo 0,1%, come Cosenza.
- Stabilità – Cremona e Cesena hanno mantenuto i loro prezzi invariati rispetto al trimestre precedente.
- Declini – Al contrario, Agrigento (-8,2%), Sassari (-7,9%) e Avellino (-5,3%) hanno visto i più significativi cali nei prezzi.
Le città italiane stanno vivendo un periodo di cambiamento nel mercato immobiliare, con diversi segnali che indicano un quadro complesso ed in continua evoluzione. In particolare, Milano e Torino mostrano alcuni dati interessanti: sembra che domanda e offerta stiano iniziando ad allinearsi, il che potrebbe portare ad un calo dei prezzi nel corso del secondo semestre.
Canoni di Affitto nel Primo Trimestre 2024: Variazioni nei Capoluoghi Italiani
L’ultimo report di Idealista.it, ha evidenziato una variazione media del 5,3% nei canoni di locazione nei capoluoghi italiani durante il primo trimestre del 2024:
- Aumenti Significativi – Torino e Bologna hanno registrato incrementi notevoli nei canoni d’affitto, rispettivamente del 4,6% e del 3,4%.
- Incrementi Moderati – Milano e Firenze hanno mostrato incrementi più contenuti, con rispettivamente il 1,7% e l’1,6%, al di sotto dell’aumento medio registrato a livello nazionale.
Milano mantiene il primato per il costo più elevato degli affitti, con una media di 23,3 euro al metro quadrato. Tra le altre città italiane con costi di locazione elevati troviamo:
- Firenze: 20,7 euro/m²
- Bologna: 17,2 euro/m²
- Venezia: 17 euro/m²
- Roma 16,1 euro/m²
- Napoli 14,7 euro/m²
Viceversa, tra le città più importanti con i canoni di affitto più accessibili abbiamo:
- Caltanissetta: 4,9 euro/m²
- Vibo Valentia: 5 euro/m²
- Reggio Calabria: 5,4 euro/m²
Variazioni Canoni d’Affitto nelle Province nel Primo Trimestre del 2024
L’ultimo rapporto indica che, nel primo trimestre del 2024, i mercati delle province italiane hanno generalmente registrato un aumento. In particolare, i canoni di affitto sono saliti in 49 province, mentre in 19 aree si è verificato un calo durante i mesi invernali.
Tra le province che hanno sperimentato variazioni marcate, si evidenziano
- Incrementi Rilevanti tra:
- Livorno: +44,3%
- Isernia: +12,1%
- Catanzaro: +11,1%
- Padova: +10,7%
- Lucca: +10,6%
- Cali Significativi tra:
- Fermo: -27,1%
- Crotone: -13,3%
Canoni d’Affitto per Metro Quadrato nelle Province
Il panorama dei canoni d’affitto per metro quadrato rivela notevoli differenze tra le province
- Province con Canoni Elevati:
- Lucca: 29,8 euro/m²
- Belluno: 27,5 euro/m²
- Milano: 22,1 euro/m²
- Province con Canoni Accessibili:
- Enna: 5 euro/m²
- Caltanissetta: 5,1 euro/m²
- Avellino: 5,5 euro/m²
Questi dati confermano come il mercato degli affitti sia estremamente eterogeneo, con variazioni sia in termini d’incrementi sia di decrementi dei prezzi nelle diverse province italiane.
Affitti nelle Regioni
Secondo l’ultimo report di Idealista.it, le dinamiche regionali degli affitti in Italia mostrano un chiaro rialzo in 15 regioni rispetto ai mesi precedenti durante il primo trimestre del 2024.
Tali incrementi sono trainati da aumenti significativi in diverse regioni:
Incrementi Significativi:
- Lazio: 8,9%
- Molise: 7,7%
- Veneto: 7,2%
- Emilia-Romagna: 7%
Questi aumenti si posizionano ben al di sopra della media nazionale di crescita, che si attesta al 5,3%.
Altre Regioni con Aumenti Superiori alla Media:
- Campania: 6,7%
- Friuli-Venezia Giulia: 6,4%
- Toscana: 5,7%
Regioni con Cali o con Stabilità:
- Basilicata: -3,4%
- Marche: -1,8%
- Trentino-Alto Adige: -0,8%
- Piemonte: -0,4%
- Umbria: Rimane stabile rispetto ai tre mesi precedenti
Canoni di Affitto per Metro Quadrato nelle Regioni
In termini di canoni medi al metro quadrato, le regioni italiane mostrano una grande varietà:
- Valle d’Aosta: 20 euro/m² (i più alti in Italia)
- Lombardia: 18,5 euro/m²
- Toscana: 17,2 euro/m²
Altri valori significativi includono l’Emilia-Romagna e il Trentino-Alto Adige, con rispettivamente 14,2 euro/m² e 13,9 euro/m², entrambi superiori alla media nazionale di 13,2 euro/m².
- Lazio: esattamente in linea con la media nazionale a 13,2 euro/m²
Le regioni con i canoni più accessibili sono:
- Liguria: 12 euro/m²
- Molise: 6,6 euro/m² (la più economica)
Metodologia Calcolo dell’Indice dei Prezzi degli Immobili
Ricordiamo che Idealista.it segue un metodo preciso per creare il suo indice dei prezzi degli immobili. Questo indice offre una visione affidabile dei prezzi nel settore immobiliare, basandosi solo su dati accuratamente scelti.
Processo d’Analisi dei Dati raccolti
il noto portale ricorda che i prezzi d’offerta sono analizzati in base ai metri quadri costruiti degli immobili pubblicati dagli inserzionisti sulla piattaforma.
Inoltre vengono escluse dall’analisi l’inserzioni atipiche o quelle con prezzi considerati fuori mercato, per garantire l’accuratezza delle statistiche. Sono tra l’altro esclusi dall’indice gli immobili che non hanno generato interazioni da parte degli utenti per un periodo prolungato.


