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Commercio al dettaglio a Roma: Come presentare SCIA per Inizio Attività

Aprire un negozio di commercio al dettaglio a Roma (anche chiamato Vicinato): i Consigli indispensabili per gli imprenditori che vogliono avviare un’attività a nella Capitale.

Se sei un imprenditore alla ricerca di un immobile a Roma e devi aprire un negozio di commercio al dettaglio, hai compiuto una scelta coraggiosa, ma anche intrapreso un percorso ricco di insidie e soddisfazioni. Tuttavia, è fondamentale comprendere che questa decisione richiede un approccio specializzato, che va oltre la semplice scelta del luogo e delle strategie economico-commerciali. È un percorso che richiede una competenza tecnica specifica per navigare tra i documenti amministrativi e le autorizzazioni necessarie.
Ottenere l’autorizzazione SCIA Commerciale a Roma non è sempre una pratica semplice. La complessità dei portali telematici nella capitale può rendere il processo ostico, e non è garantito che tutte le attività commerciali possano essere autorizzate.

La soluzione a questa sfida cruciale è rappresentata dalla presentazione della SCIA di inizio attività per il commercio al dettaglio. Questo documento assume una fondamentale importanza, sia nell’autorizzazione dell’attività presso il comune, sia nell’avvio della società presso la camera di commercio. Tuttavia, per procedere con successo in questo intricato labirinto amministrativo e assicurarti di ottenere tutte le autorizzazioni necessarie, il nostro consiglio principale è:

  • Affidare la scelta ad una consulenza tecnica di un professionista del settore. Un esperto sarà in grado di guidarti attraverso i dettagli tecnici e le procedure complesse, garantendo che il tuo percorso nell’apertura del tuo negozio di commercio al dettaglio a Roma sia il più agevole possibile.
  • Inoltre, uno studio di fattibilità dell’attività da intraprendere ti aiuterà a valutare attentamente le opportunità e i rischi connessi sotto il profilo tecnico ed amministrativo, fornendoti una base solida per prendere decisioni informate.

Nel corso di questo articolo, esploreremo nel dettaglio come questo strumento, se utilizzato in maniera corretta possa semplificare il processo di inizio attività e consentirti di affrontare con successo le sfide dell’apertura di un’attività commerciale a Roma.

Cosa si intende per vendita al dettaglio?

Secondo definizione conforme all’articolo 4 del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 114, che regolamenta la materia del commercio, possiamo affermare che il commercio al dettaglio si riferisce all’attività svolta da individui o aziende che acquistano merci professionalmente in proprio nome e le rivendono direttamente al consumatore finale.

Nel commercio al dettaglio, i prodotti sono venduti su aree private, in sedi fisse o tramite altre forme di distribuzione, senza coinvolgere processi intermedi di lavorazione o trasformazione. Gli esercizi commerciali vengono categorizzati in base alla dimensione della superficie di vendita e all’aggregazione:

  • Fino a 250 metri quadrati rientrano nella categoria degli esercizi di vicinato.
  • Tra 251 e 2500 metri quadrati si trovano le medie strutture di vendita.
  • Oltre 2500 metri quadrati sono considerate grandi strutture di vendita.

Questa classificazione aiuta a distinguere e regolamentare diversi tipi di attività di commercio al dettaglio in base alle dimensioni e all’approccio alla vendita al consumatore finale. Ci teniamo a precisare che tale articolo riguarda l’approfondimento della prima casistica relativa al vicinato (commercio al dettaglio).

Generalmente, subito dopo tale definizione, viene spontaneo domandarsi:

Che differenza c’è tra commercio all’ingrosso e commercio al dettaglio?

La differenza principale tra commercio all’ingrosso e commercio al dettaglio sta nel tipo di clientela (Azienda o Privato, utilizzatore finale) e nell’approccio alla vendita dei prodotti:

  • Commercio all’Ingrosso (B2B): Nel commercio all’ingrosso, gli operatori acquistano merci (non necessariamente in grande quantità) e le rivendono ad altri commercianti, aziende o utilizzatori professionali. Il commercio all’ingrosso si concentra sulla vendita di prodotti a clienti che li utilizzano per scopi commerciali, come rivenditori al dettaglio o aziende che necessitano di materiali o prodotti per la produzione. Le transazioni sono spesso effettuate in lotti o quantità significative.
  • Commercio al Dettaglio (B2C): Nel commercio al dettaglio, gli operatori acquistano merci e le rivendono direttamente ai consumatori finali. Questo tipo di commercio è orientato verso il pubblico generale e coinvolge la vendita di prodotti generalmente in quantità più piccole e accessibili per uso personale. Nei negozi al dettaglio, i prodotti sono spesso esposti in modo attraente per attirare i clienti e soddisfare le loro esigenze individuali.

In sintesi, la principale distinzione tra commercio all’ingrosso e commercio al dettaglio risiede nel tipo di clientela a cui si rivolgono. Il commercio all’ingrosso è rivolto a clienti commerciali (anche detto Business to Business – B2B) e coinvolge grandi quantità, mentre il commercio al dettaglio mira ai consumatori finali (anche detto Business to Consumer – B2C) e coinvolge vendite più piccole e personali.

Inoltre, indipendentemente dalla categoria di attività commerciale, che essa rientri nel campo del commercio all’ingrosso, dei negozi di vicinato o delle medie e grandi strutture di vendita, le tipologie di Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) possono essere suddivise in due categorie fondamentali:

– SCIA per Commercio al dettaglio alimentare

– SCIA per Commercio al dettaglio non alimentare

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Aprire un negozio di commercio al dettaglio a Roma: Quando serve la SCIA Commerciale?

La ricerca online di una definizione chiara sul quando sia necessario presentare una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) Commerciale spesso non porta a una risposta precisa, specialmente per le categorie di attività più peculiari, complesse o non ancora regolamentate. Questa incertezza crea confusione nel settore, causando difficoltà sia per gli imprenditori, che devono avviare o modificare la loro attività, sia per i commercialisti, che si occupano delle autorizzazioni aziendali e fiscali. Anche le piattaforme istituzionali dei Comuni, delle Regioni e i siti delle Camere di Commercio forniscono informazioni sull’obbligatorietà della SCIA Commerciale in modo disordinato e poco chiaro, facendo riferimento a varie tipologie di attività come quelle commerciali (sia al dettaglio che all’ingrosso), produttive, artigianali, depositi, magazzini e così via. Per chiarire meglio il procedimento corretto da seguire, ho elaborato personalmente un flusso di lavoro che ritengo possa essere esposto come esempio valido.

Incrementa testo e cita l’articolo: SCIA Commerciale Roma: La guida definitiva

SCIA Commercio al dettaglio: Tipologie e Casistiche

  • Apertura
    Classico caso di apertura di nuova attività
  • Variazione
    – Ampliamento o riduzione di superficie di vendita
    – Variazione del Settore Merceologico
  • Subingresso / Reintestazione / Riattivazione. Per la precisione la normativa prevede:
    – d) reintestazione per chiusura definitiva con impegno entro 10 giorni dalla presentazione della SCIA di reintestazione di riconsegna del titolo
  • Sospensione temporanea attività
  • Cessazione Attività
    Sembra assurdo, ma non è così scontato. Anche al momento della chiusura dell’attività bisogna eseguire la Cessazione della SCIA. (Sempre più spesso la stanno richiedendo i commercialisti)

Quali documenti servono alla presentazione dela SCIA Commerciale per Aprire un negozio di commercio al dettaglio a Roma?

  • Modulo di comunicazione iscrizione Ta.Ri da comunicare ad AMA;
  • Notifica Sanitaria da inviare all’ASL – Obbligatoria solo nel caso di Commercio al dettaglio di prodotti alimentari;
  • Dichiarazione di preposto all’attività (Allegato B) – Obbligatoria solo nel caso di Commercio al dettaglio di prodotti alimentari;
  • Nel caso di insegna, allegare anche l’istanza o comunicazione dell’insegna
  • Nel caso di ricadere nelle casistiche di impatto acustico, allegare relazione del del tecnico competente.

La documentazione necessaria riportata è a titolo esemplificativo sulle richieste più generiche. Descrivere tutte le casistiche possibili avrebbe reso l’articolo troppo pesante, consigliamo infatti di contattarci qualora abbiate casistiche particolari in modo tale da offrirvi una consulenza più precisa.

Altre forme di vendita al dettaglio “moderne” ad oggi richieste

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Forme speciali di vendita al dettaglio

  • Apparecchi automatici
    Autorizzazione per distributori automatici. In questo caso valgono le regole già espresse in precedenza in cui si dividono in categorie alimentare e non alimentare (o vendono ambedue)
  • Commercio elettronico – Autorizzazione (sempre più richiesta oggigiorno) da presentare nel caso di vendita online tramite e-commerce. Da richiedere anche se non si dispone di magazzino, ma si ordina online e si spedisce senza venire a contatto della merce (vendita online senza magazzino, anche detto drop-shipping).

Quanto costa una SCIA per Aprire un negozio di commercio al dettaglio a Roma?

Se hai letto l’articolo fin qui hai sicuramente visto che le casistiche sono davvero molte. Non è un processo in cui si ha una sola strada da percorrere, ma va studiato caso per caso in quanto allegati e documentazione da produrre variano da ogni situazione. Per i motivi di cui prima il prezzo può variare in base a quanto detto: da un minimo di 200 Euro ad un massimo di più di 2.000 nel caso di un grande supermercato (ad esempio).
Sarò prolisso, ma al fine di redigere un preventivo e quantificare il giusto prezzo e la tempistica di lavoro più ideona, consiglio vivamente di contattarci in modo tale da offrirvi una consulenza più precisa.
Oltre al costo della pratica stessa, bisogna tener conto dei diritti di segreteria e delle reversali da pagare al Comune di Roma. Vedi Tabella tariffe esercizi di vicinato.

Come ripetuto nell’introduzione il consiglio è quello di non improvvisarsi in materia. Oggi come non mai la normativa del settore è una vera e propria scienza. Come vedete sono molte le cose da sapere e non sempre è possibile realizzare quanto immaginato.
Consiglio di chiedere sempre aiuto a dei specialisti prima di prendere un’immobile ed affrontare qualsiasi tipo di proposta o investimento in maniera tale da ridurre a zero il rischio.


FAQ

1) come aprire un’erboristeria;

2) come aprire un’enoteca;

3) come aprire una ferramenta;

4) come aprire un fioraio;

5) come aprire un autosalone (negozio di rivendita automobili);

6) come aprire un Supermercato o Discount (anche Minimarket).

Image by Freepik

Geom. Dario Varrà

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