Bonus Edilizi 2025: Come cambiano con la nuova Legge di Bilancio

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Bonus Edilizi 2025: Come cambiano con la nuova Legge di Bilancio

Bonus Edilizi 2025: Come cambiano con la nuova Legge di Bilancio

Bonus Edilizi 2025: Come cambiano con la nuova Legge di Bilancio

Scopri cosa cambia con la Legge di Bilancio 2025: Guida alle Agevolazioni Fiscali per la Casa: Bonus Mobili, Barriere Architettoniche e Novità sulle Caldaie.

La Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2024) introduce importanti cambiamenti al panorama normativo del settore edilizio, ridisegnando le agevolazioni fiscali e razionalizzando le detrazioni. Con un approccio focalizzato sulla sostenibilità economica e fiscale, la manovra interviene su Superbonus, Ecobonus, Sismabonus e altri incentivi edilizi, stabilendo nuove aliquote e limiti per le detrazioni.

Superbonus: Addio definitivo nel 2025, con poche eccezioni

La Legge di Bilancio 2025 segna la fine del Superbonus, limitandone l’applicazione solo a determinati interventi già avviati. Per le spese sostenute nel 2025, la detrazione del 65% sarà riconosciuta esclusivamente se, entro il 15 ottobre 2024, risultano rispettate le seguenti condizioni:

  • Interventi diversi da quelli condominiali: deve essere stata presentata la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA).
  • Interventi condominiali: è necessario che sia stata adottata la delibera assembleare per l’approvazione dei lavori e che la CILA sia stata presentata.
  • Interventi con demolizione e ricostruzione: deve risultare presentata l’istanza per ottenere il titolo abilitativo.

Resta confermata, ma solo per il 2025, l’aliquota al 110% per gli immobili situati nelle aree colpite da eventi catastrofali.

Superbonus in 10 anni anche per le spese sostenute nel 2023

La Legge di Bilancio 2025 da la possibilità di ripartire su dieci anni le detrazioni relative al Superbonus anche per le spese sostenute nel 2023.

La norma consente ai contribuenti di optare per una ripartizione decennale delle detrazioni relative agli interventi coperti dal Superbonus effettuati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2023. L’obiettivo è tutelare coloro che rischiavano di perdere le quote di detrazione non utilizzate nel periodo di imposta di riferimento.

Per le spese sostenute nel 2023, la ripartizione decennale può essere scelta tramite un’apposita dichiarazione integrativa dei redditi relativa al periodo di imposta 2023. La normativa prevede che l’opzione è irrevocabile, inoltre:

  • La dichiarazione integrativa deve essere presentata entro il termine per la dichiarazione dei redditi del periodo d’imposta 2024.
  • Qualora dalla dichiarazione integrativa emerga un maggior importo di imposta dovuto, questo può essere versato senza sanzioni o interessi entro il termine per il saldo delle imposte sui redditi relative al periodo d’imposta 2024.
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Bonus Edilizi 2025: Detrazioni al 50% per la prima casa, 36% per le altre

La Legge di Bilancio 2025 limita i bonus edilizi per le abitazioni secondarie, stabilendo una detrazione unica del 50% per interventi sull’abitazione principale, valida fino al 31 dicembre 2025, ed una detrazione del 36% per gli interventi su altre tipologie di immobili.

Le aliquote e le scadenze:

2025:

  • 50% per le spese relative all’abitazione principale.
  • 36% per gli interventi su immobili diversi dalla prima casa.

2026-2027:

  • 36% per l’abitazione principale.
  • 30% per le altre abitazioni e tipologie di immobili.

Le detrazioni saranno ripartite in 10 rate annuali di pari importo. La maggiorazione al 50% per la prima casa è riservata esclusivamente ai titolari di diritto di proprietà o di diritto reale di godimento sull’immobile adibito ad abitazione principale.

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Stop agli incentivi fiscali per le caldaie a metano dal 2025

Dal 1° gennaio 2025 non sarà più possibile usufruire di incentivi fiscali per l’acquisto e l’installazione di caldaie a gas.

Un emendamento approvato in commissione Bilancio alla Camera esclude le caldaie alimentate da combustibili fossili dall’elenco delle spese detraibili previste per interventi edilizi e di riqualificazione energetica. Questo significa che l’acquisto e l’installazione di impianti di climatizzazione invernale alimentati a combustibili fossili non saranno più agevolati né attraverso il Bonus Ristrutturazione né tramite l’Ecobonus.

Quali impianti restano agevolabili?

Le agevolazioni saranno ancora disponibili per impianti ibridi, composti da una caldaia abbinata a una pompa di calore, gestiti da una centralina unica.

Le normali caldaie alimentate a metano, invece, sono escluse da qualsiasi tipo di incentivo fiscale.

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Recepimento della Direttiva Case Green

Questa misura rappresenta un sostanziale adeguamento alla Direttiva Europea sulle Case Green, integrata nella Legge di Bilancio 2025, e contribuisce ad allineare l’Italia agli obiettivi di sostenibilità energetica dell’Unione Europea, riducendo così il rischio di eventuali procedure di infrazione.

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Sismabonus: Incentivi i Campi Flegrei

Il Sismabonus continua a rappresentare un importante strumento per incentivare gli interventi di miglioramento della sicurezza strutturale degli edifici situati in zone sismiche. Per gli immobili ubicati nelle zone sismiche 1, 2 e 3, è prevista una detrazione fiscale che può variare dal 75% all’85% a seconda del miglioramento della classe di rischio sismico ottenuto a seguito degli interventi.

La Legge di Bilancio ha stanziato nuovi fondi specificamente destinati alle aree particolarmente vulnerabili dal punto di vista sismico, come i Campi Flegrei.

Per gli interventi realizzati nelle abitazioni principali situate nei Campi Flegrei, è previsto un contributo massimo del 50% del costo ammissibile. Inoltre, sono stati stanziati 20 milioni di euro annui (dal 2025 al 2029) per finanziare progetti di riduzione del rischio sismico in questa area.

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Nuovi limiti alle detrazioni fiscali dal 2025

A partire dal 2025, i bonus edilizi saranno soggetti a ulteriori restrizioni, con l’introduzione di un plafond familiare che limita l’importo massimo delle spese detraibili con nuovi tetti di spesa per le detrazioni fiscali.

I contribuenti dovranno considerare il tetto complessivo delle spese detraibili, che includerà non solo le spese per ristrutturazioni edilizie, ma anche quelle per istruzione e contributi previdenziali e assistenziali.

Per i redditi superiori a 75.000 euro, sono previsti i seguenti limiti:

  • Reddito tra 75.000 e 100.000 euro: detrazione massima di 14.000 euro.
  • Reddito superiore a 100.000 euro: detrazione massima di 8.000 euro.

Questi importi vengono ulteriormente ridotti in base al numero di figli:

  • In assenza di figli: l’importo è dimezzato (coefficiente 0,5).
  • Con un figlio: riduzione applicando un coefficiente di 0,85.
  • Con tre o più figli, o figli con disabilità: nessuna riduzione.

Non rientrano nel limite complessivo le spese sanitarie detraibili e gli interessi su prestiti o mutui contratti entro il 31 dicembre 2024.

Nessuna retroattività

Questi nuovi limiti si applicano esclusivamente alle spese sostenute dal 1° gennaio 2025 e non hanno effetto retroattivo. Tuttavia, i contribuenti con redditi elevati potrebbero trovarsi costretti a selezionare con attenzione le spese da portare in detrazione per massimizzare i benefici fiscali e ridurre al minimo la perdita delle agevolazioni previste.

È importante sottolineare che le nuove soglie limitano l’importo massimo delle spese detraibili, non direttamente le percentuali di detrazione applicabili. All’interno di questo importo complessivo, si dovranno poi calcolare le percentuali previste per ciascun tipo di agevolazione.

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Bonus Barriere Architettoniche: Prorogato al 2025

Il Bonus Barriere Architettoniche è stato prorogato anche per l’anno 2025. Questa agevolazione consente una detrazione fiscale del 75% per interventi volti a eliminare le barriere architettoniche.

Per tutto il 2025 il bonus è applicabile esclusivamente agli interventi previsti dall’articolo 119-ter del D.L. 34/2020, modificato dal D.L. 212/2023, che includono:

  • Scale.
  • Rampe.
  • Ascensori.
  • Servoscala.
  • Piattaforme elevatrici.

Esclusioni introdotte dal D.L. 212/2023

Con il D.L. 212/2023, alcune tipologie di interventi sono state escluse dal beneficio fiscale. Tra queste:

  • Sostituzione di infissi e pavimenti.
  • Interventi sui servizi igienici.
  • Automazione degli impianti.

Interventi ammessi e ambiti di applicazione

Quando rientrano nelle condizioni previste, gli interventi agevolabili comprendono sia le parti comuni sia le singole unità immobiliari e includono:

  • Rifacimento di scale e ascensori, comprese rampe interne ed esterne, servoscala e piattaforme elevatrici.
  • Adeguamento di impianti tecnologici, come impianti elettrici, servizi igienici e sistemi citofonici.
  • Sostituzione di finiture, come pavimenti, porte, infissi esterni e terminali degli impianti.
  • Smaltimento e bonifica di impianti esistenti.

Condizione per l’accesso alla detrazione

La detrazione del Bonus Barriere Architettoniche è riconosciuta solo se gli interventi sono effettivamente funzionali all’eliminazione delle barriere architettoniche.

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Bonus Mobili prorogato anche nel 2025

Come anticipato dalla nostra redazione, il Governo ha confermato la proroga del Bonus Mobili anche per il 2025, con una detrazione del 50% sull’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici collegati a interventi di ristrutturazione edilizia. La misura si applica in modo uniforme sia per la prima casa che per la seconda, con un limite di spesa fissato a 5.000 euro, da ripartire in 10 rate annuali di pari importo.

Requisiti per la detrazione:

  • Mobili e arredi: devono essere destinati all’immobile oggetto di ristrutturazione.
  • Grandi elettrodomestici: devono rispettare le seguenti classi energetiche, laddove sia prevista l’etichetta:
    • Classe A per i forni.
    • Classe E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie.
    • Classe F per frigoriferi e congelatori.

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Rendite catastali in aumento per chi ha usufruito del Superbonus

Durante un’audizione presso le commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Piano strutturale di bilancio, il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha annunciato nuovi interventi volti a “limitare” l’impatto del Superbonus sui conti pubblici. Tra le misure previste, spiccano quelle legate al catasto, che puntano a:

  • Individuare e regolarizzare le unità immobiliari non censite, i cosiddetti “immobili fantasma”.
  • Aggiornare le rendite catastali degli edifici che hanno beneficiato del Superbonus.

Revisione delle rendite catastali

Anche se la Legge di Bilancio 2025 non include interventi specifici per l’aggiornamento delle rendite, il Piano strutturale di bilancio considera prioritario il recupero dell’evasione legata agli immobili, con un orizzonte temporale fissato tra il 2026 e il 2028.

Non si prevede un aumento generalizzato delle imposte, ma una revisione degli estimi catastali per considerare i miglioramenti energetici e sismici effettuati sugli immobili. Questo porterà a:

  • Una IMU più alta per i proprietari di seconde o terze case che hanno usufruito dei bonus edilizi.
  • Imposte di registro e IVA maggiorate in caso di compravendite.

Obbligo di dichiarazione catastale

L’obbligo di aggiornare la rendita catastale è già previsto dall’articolo 1, commi 86 e 87, della precedente Legge di Bilancio. La circolare 13/E/2024 dell’Agenzia delle Entrate ha ribadito che i contribuenti dovevano dichiarare eventuali modifiche alle caratteristiche dei propri immobili a seguito di interventi con il Superbonus, al fine di consentire la revisione catastale.

L’Agenzia delle Entrate, tramite liste selettive, verificherà che siano state presentate le dichiarazioni richieste, come previsto dall’articolo 1, commi 1 e 2, del D.M. 701/1994. In caso contrario, l’Agenzia invierà una comunicazione ai contribuenti, dando loro 90 giorni di tempo per regolarizzare la propria posizione. Decorso questo termine, l’Agenzia procederà con aggiornamenti d’ufficio e applicherà le relative sanzioni.

Il Piano strutturale di bilancio prevede inoltre un’integrazione tra i dati catastali e il Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica (APE). Gli immobili che hanno migliorato la propria classe energetica grazie ai bonus edilizi saranno soggetti a revisione catastale, se non già effettuata.

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Fonte Immagine: istockphoto.com – Daenin Arnee

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