Bonus Ristrutturazioni al 50% e Bonus Mobili Confermati per il 2025

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Bonus Ristrutturazioni 50% confermato per il 2025 e proroga del Bonus Mobili: tutte le novità della Legge di Bilancio per le agevolazioni fiscali

La Legge di Bilancio 2025, recentemente approvata dal Consiglio dei Ministri, riconferma importanti novità nel settore dei bonus edilizi e delle agevolazioni fiscali. Il Consiglio si è riunito martedì 15 ottobre 2024, alle ore 20.31, a Palazzo Chigi per approvare il testo della manovra, che prevede prevede proroghe e modifiche per i principali incentivi destinati alla ristrutturazione (Bonus Casa 50%) della propria abitazione principale e all’acquisto di mobili (Bonus Mobili). L’obiettivo è quello di favorire i contribuenti e, al contempo, migliorare ed efficientare le abitazioni, stimolando anche il settore edilizio ed immobiliare ad esse collegato.

Di seguito, presenteremo una panoramica completa ed approfondita sugli aggiornamenti relativi al Bonus Ristrutturazioni, con un piccolo richiamo al Bonus Mobili ad esso collegato:

Bonus Ristrutturazioni 2025: Proroga aliquota al 50%

Il Bonus Ristrutturazioni 2025 (anche chiamato Bonus Casa 50%) si conferma come una delle misure centrali della manovra, mantenendo l’aliquota del 50% per la detrazione delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione. Inizialmente, era stato annunciato un abbassamento dell’aliquota al 36% a partire da gennaio 2025, ma la proroga ha invece confermato il 50% per un altro anno, riservandola esclusivamente agli interventi sulla prima casa, con un tetto di spesa massimo fissato a 96.000 euro. Senza questa proroga, il bonus sarebbe tornato alla configurazione standard, che prevede una detrazione del 36% e un limite di 48.000 euro.

  • Per le abitazioni diverse dalla prima casa, il Bonus Ristrutturazioni sarà applicabile con aliquota ridotta al 36% per il periodo 2025-2027 e con un tetto di spesa massimo di 48.000 euro. Successivamente, a partire dal 2028 e fino al 2033, l’aliquota scenderà ulteriormente al 30%, in linea con le disposizioni del Decreto Superbonus n. 39/2024.

Gli interventi agevolabili con il Bonus Ristrutturazioni includono lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, oltre alla ristrutturazione edilizia di unità immobiliari residenziali. In condominio, sarà possibile detrarre anche le spese di manutenzione ordinaria, come il rinnovo delle finiture e la manutenzione degli impianti tecnologici esistenti, che di seguito approfondiamo.

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Bonus Ristrutturazione 2025: Gli Interventi Agevolabili

Gli interventi che possono usufruire del Bonus Ristrutturazioni comprendono lavori specifici elencati nell’art. 3, lettere b), c) e d) del Testo Unico dell’Edilizia (DPR 380/2001). E più precisamente interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.

Questi interventi devono essere realizzati su immobili residenziali, indipendentemente dalla loro categoria catastale, incluse le proprietà rurali e le relative pertinenze. La manutenzione ordinaria non rientra generalmente tra le spese detraibili, a meno che non sia parte di un progetto di ristrutturazione più ampio, limitandosi ai lavori su parti comuni di edifici condominiali.

Tra gli interventi agevolabili:

  • installazione di ascensori o scale di sicurezza,
  • realizzazione o miglioramento dei servizi igienici,
  • sostituzione di infissi esterni, persiane o serramenti con modifiche del materiale o del tipo di infisso,
  • rifacimento di scale e rampe,
  • opere per il risparmio energetico,
  • recinzione di proprietà private,
  • costruzione di scale interne,
  • interventi volti a prevenire o eliminare situazioni di degrado,
  • adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti,
  • apertura di finestre per migliorare la ventilazione,
  • demolizione e ricostruzione mantenendo la stessa volumetria dell’edificio originale,
  • modifiche della facciata,
  • costruzione di mansarde o balconi,
  • trasformazione di soffitte in mansarde o balconi in verande,
  • creazione di nuove porte e finestre,
  • ampliamento dei servizi igienici e degli spazi interni.

Per una completa lista di interventi agevolabili, ed una completa panoramica più dettagliata:

Apri la Guida dell’Agenzia delle Entrate: Ristrutturazioni Edilizie, Agevolazioni Fiscali

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Bonus Ristrutturazioni Senza CILA: Quando è Possibile

La detrazione delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione richiede anche l’attenzione ai titoli abilitativi edilizi necessari. In alcuni casi, anche senza la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA), è possibile ottenere la detrazione fiscale. A chiarirlo è l’Agenzia delle Entrate nella risposta all’interpello n. 287/2019.

l Caso Specifico

L’Istante aveva realizzato lavori di ristrutturazione per migliorare i servizi igienici, chiedendo preventivamente informazioni all’ufficio comunale competente sulle procedure da seguire. Tuttavia, l’ufficio non aveva fornito indicazioni chiare riguardo alla necessità di presentare la CILA. In assenza della comunicazione, il CAF del contribuente aveva rifiutato di considerare le spese detraibili nella dichiarazione dei redditi. L’Istante, quindi, ha chiesto chiarimenti tramite interpello riguardo alla procedura corretta.

La Risposta dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha precisato che, in linea generale, per beneficiare della detrazione prevista dall’articolo 16-bis del T.U.I.R. (D.P.R. 917/86), è richiesta la conformità amministrativa degli interventi edilizi sull’immobile. La circolare n. 13/E del 2019 conferma che, nel caso in cui la normativa edilizia non richieda alcun titolo abilitativo per l’esecuzione degli interventi agevolati, il contribuente può avvalersi della detrazione fiscale. In questo scenario, è sufficiente presentare una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, che attesti la data di inizio dei lavori e la natura agevolabile degli interventi, anche in assenza di titoli abilitativi.

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Interventi di Manutenzione Straordinaria e Titoli Abilitativi

Il Testo Unico dell’Edilizia, ed il più recente Decreto Legislativo n. 222 del 2016 distinguono tra interventi fiscalmente agevolabili per i quali sarebbe necessario titolo edilizio (minima la manutenzione straordinaria) ed interventi edilizi per i quali non è richiesto titolo, ma non agevolabili su parti esclusive (manutenzione ordinaria) e precisamente:

  • Interventi di edilizia libera, che non richiedono alcun titolo abilitativo.
  • Interventi agevolabili, ma che richiedono la CILA (o titolo abilitativo).
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Nel caso oggetto dell’interpello, i lavori di realizzazione e miglioramento dei servizi igienici sono classificabili come interventi di manutenzione straordinaria, pertanto rientrano tra quelli agevolabili ai sensi dell’articolo 16-bis, comma 1, lettera b), del T.U.I.R. se, secondo i regolamenti edilizi vigenti, tali lavori non richiedono la CILA o altre comunicazioni, l’Istante ha diritto alla detrazione, a condizione che siano rispettati tutti gli adempimenti previsti dal decreto n. 41 del 1998.

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Procedura per Ottenere la Detrazione senza CILA

Per ottenere la detrazione fiscale, l’Istante dovrà presentare una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, nella quale indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi effettuati rientrano tra quelli agevolabili, pur non richiedendo alcun titolo abilitativo secondo la normativa edilizia applicabile. Questo documento è essenziale per dimostrare la conformità degli interventi e beneficiare delle agevolazioni fiscali previste.

Attenzione:

È opportuno precisare che, nei casi in cui siano previsti interventi di spostamento di murature interne, modifiche come chiusura, apertura o ampliamento di porte interne, oppure la realizzazione di nuovi impianti “ex-novo” (ad esempio, la creazione di un secondo bagno o la trasformazione di una cucina in una stanza con il conseguente spostamento dell’angolo cottura nel salone), è necessaria almeno una pratica CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) e conseguente Variazione della Planimetria Catastale (DOCFA), per attestare la natura di manutenzione straordinaria degli interventi.

Bonus Mobili: Prorogata la Detrazione

Anche il Bonus Mobili è stato prorogato per il 2025, confermando la detrazione del 50% per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici destinati ad abitazioni oggetto di ristrutturazione. La proroga evita la scadenza prevista per il 31 dicembre 2024 e mantiene il tetto di spesa a 5.000 euro, come stabilito per il 2024. È importante notare che negli anni il limite di spesa è stato progressivamente ridotto: dai 10.000 euro del 2022 agli 8.000 euro del 2023, fino a raggiungere i 5.000 euro attuali.

Il Bonus Mobili potrà essere utilizzato per acquistare mobili e apparecchi di grandi dimensioni, come forni (almeno classe A), frigoriferi e congelatori (classe F), lavatrici e lavastoviglie (classe E). La detrazione sarà accessibile solo per chi beneficia del Bonus Ristrutturazioni e si applicherà esclusivamente agli acquisti effettuati dopo l’inizio dei lavori di ristrutturazione.

Legge di Bilancio 2025: Ulteriori Misure Fiscali Riduzioni delle Detrazioni

E’ importante inoltre far presente che la Legge di Bilancio 2025 prevede una riorganizzazione del sistema delle detrazioni fiscali, con l’obiettivo di modulare le agevolazioni in base al reddito e alla composizione del nucleo familiare.

  • Le famiglie con redditi più bassi e con più figli a carico potranno godere di detrazioni più consistenti, mentre le agevolazioni si ridurranno progressivamente per i redditi più alti.
  • I contribuenti con reddito superiore a 120.000 euro vedranno diminuire il beneficio, che si azzererà completamente oltre i 240.000 euro di reddito complessivo.

Tale manovra intende razionalizzare le detrazioni per favorire l’equità fiscale, concentrando gli sforzi su chi ha maggior bisogno di sostegno economico. Inoltre, il governo sta valutando l’introduzione di un meccanismo di controllo rafforzato sulle rendite catastali, per contrastare i fenomeni di evasione fiscale connessi all’utilizzo dei bonus edilizi, specialmente nel caso di interventi che aumentano il valore di mercato degli immobili.

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Geom. Dario Varrà

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