Case Green (EPBD): L'Europa verso la Rivoluzione Verde nell'Edilizia

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Case Green (EPBD): L'Europa verso la Rivoluzione Verde nell'Edilizia

Case Green (EPBD): L’Europa verso la Rivoluzione Verde nell’Edilizia

Case Green (EPBD): L'Europa verso la Rivoluzione Verde nell'Edilizia

Scopri come la nuova direttiva UE Case Green (EPBD) trasformerà l’edilizia europea: edifici a zero emissioni, efficienza energetica e innovazioni per un futuro sostenibile.

Il Consiglio dell’Unione Europea ed il Parlamento Europeo hanno raggiunto un importante traguardo nella politica ambientale europea relativamente la tanto discussa “Direttiva Case Green” per l’efficientamento energetico degli edifici (EPBD – Energy Performance of Buildings Directive), reso decisamente più permissivo e notevolmente diverso da quello proposto inizialmente.

L’accordo volto a rispettare l’obiettivo dell’Unione Europea nel raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. soddisfatta la politica europea, tra cui anche Teresa Ribera (ministro spagnolo per la Transizione ecologica). Il ministro ha espresso ottimismo sull’accordo raggiunto in quanto lo stesso mira a stabilire requisiti di prestazione energetica più elevati per gli edifici nuovi e differenziarli dagli edifici ristrutturati, incoraggiando inoltre gli Stati membri a riqualificare il proprio parco immobiliare.

Tra gli esponenti italiani Isabella Tovaglieri, Europarlamentare della Lega, ha commentato positivamente le modifiche, sottolineando che:

l’aggiornamento della direttiva segna la fine delle aspirazioni dei Verdi di influenzare le abitazioni degli italiani. Ha evidenziato la rimozione dell’obbligo di installare pannelli solari sugli edifici residenziali, limitando tale requisito agli edifici pubblici e non residenziali di grandi dimensioni, e ha rilevato il posticipo dell’obbligo di eliminazione delle caldaie a combustibili fossili dal 2035 al 2040. Ha anche enfatizzato che l’adesione al programma di incentivi finanziari per i mutui “green” è ora una scelta volontaria per gli Stati Membri, e ha espresso soddisfazione per il raggiungimento di obiettivi più moderati, considerati una vittoria sulle proposte più estreme.

Anche Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia, ha anch’essa commentato favorevolmente:

lodando la prevalenza della ragionevolezza e citando l’impegno di Forza Italia e delle categorie economiche italiane, in particolare Confedilizia. Seppur ha criticato le iniziative ambientaliste, in parte supportate dal PD italiano ed europeo, affermando che queste verranno messe da parte con l’ascesa del Centrodestra. Mazzetti ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche abitative in maniera indipendente, senza subire pressioni esterne, e ha fatto riferimento ai piani di Silvio Berlusconi riguardo la riqualificazione energetica, sismica e idrica e la rigenerazione urbana, sociale ed economica.

Accordi e Obiettivi nel Contesto del “Fit for 55”

La nuova direttiva EPBD si inserisce nel pacchetto “Fit for 55”, che mira a realizzare un parco edilizio a zero emissioni entro il 2050. Gli accordi raggiunti prevedono che:

  • i nuovi edifici residenziali devono iniziare a essere costruiti con l’obiettivo di zero emissioni. Inizialmente fissata al 2028, questa scadenza è stata spostata al 2030.
    Inoltre, è stato rinviato l’obbligo di rinnovare le caldaie (approfondiremo tale concetto in un altro articolo verticale), posticipando la messa al bando dei boiler a combustibili fossili dal 2035 al 2040. A partire dal 2025, non sarà più possibile finanziare l’installazione di caldaie autonome a combustibili fossili.

  • Per quanto riguarda gli edifici non residenziali, l’accordo stabilisce l’obiettivo di ristrutturare almeno il 16% degli edifici con le peggiori prestazioni energetiche entro il 2030, con l’obiettivo di raggiungere il 26% entro il 2033. Anche per questi edifici, la data entro cui i nuovi costruiti dovranno essere a emissioni zero è stata posticipata, passando dal 2026 al 2028.

Questi aggiustamenti forniscono agli Stati membri maggiore tempo e flessibilità per adeguarsi alle nuove normative, pur mantenendo l’obiettivo di ridurre significativamente le emissioni e migliorare l’efficienza energetica degli edifici in tutta l’Unione Europea.

Energia Solare e Sostenibilità

L’accordo sottolinea anche l’importanza dell’installazione obbligatoria di impianti solari negli edifici. I nuovi edifici devono essere “solar-ready”, a partire dal 2027 l’installazione di impianti di energia solare diventerà una norma per

  • i nuovi edifici,
  • per gli edifici pubblici,
  • non residenziali esistenti (che subiscono ristrutturazioni).

Verso un Futuro Senza Combustibili Fossili

Come già anticipato parlando del “Fit for 55”, la direttiva prevede anche una graduale eliminazione delle caldaie a gas entro il 2040, come parte della strategia più ampia dell’UE di eliminare l’uso dei combustibili fossili negli edifici, segnando un importante passo verso un futuro energetico più pulito e sostenibile. A tal fine segnaliamo che sarà nostro onere realizzare un articolo dedicato a questo argomento.

Implicazioni Immobiliari ed Economiche

Le misure che verranno adottate avranno certamente importanti implicazioni economiche. Sarà da comprendere come le sfide legate al settore energetico, influenzino il mercato immobiliare. Tale direttiva infatti dovrà essere recepita dagli Stati Membri, (tra cui ovviamente l’Italia) che dovrà sciogliere il nodo relativo agli immobili aventi classi inferiori relativamente a:

  • Libera Commerciabilità degli Edifici (Compravendita immobiliare);
  • Riqualificazione Energetica o Ristrutturazione Immobiliare (Edilizia);
  • Affitti Brevi od Ordinari (Locazione);
  • Accesso al credito mediante istituto di bancario, nonché dei Mutui Green (Mutui).

Mutui Green

Riguardo alla componente dei cosiddetti “mutui green” la Direttiva incentiva l’accesso facilitato al credito per coloro che intendono ristrutturare le proprie abitazioni, la versione finale della direttiva ha apportato una modifica significativa. Inizialmente, si prevedeva un obbligo per le banche di offrire questi mutui; tuttavia, nella versione definitiva, le banche non sono più vincolate a tale obbligo, ma piuttosto vengono sollecitate a fornire tali opportunità di finanziamento. Questo cambiamento riflette un approccio meno prescrittivo iniziale e più incentrato sull’incoraggiamento, lasciando alle banche maggiore discrezionalità nella gestione dell’offerta di mutui green.

La direttiva EPBD rappresenta un punto di svolta nell’agenda ambientale europea, integrando gli obiettivi del Green Deal europeo. Mirando a un parco edilizio a zero emissioni entro il 2050 e al raddoppio del tasso annuo di rinnovamento energetico degli edifici entro il 2030, l‘UE in questo modo si avvicina ai suoi obiettivi di sostenibilità a lungo termine, salvo comprendere le implicazioni del settore immobiliare.

Immagine su Freepik

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Redazione STV

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