Analisi dettagliata delle voci di spesa degli italiani, con focus sull’impatto dell’inflazione e le prospettive per il futuro del mercato immobiliare
Secondo un recente studio del Centro Studi di Unimpresa, basato su dati ISTAT e della Corte dei Conti, riportato sul portale Idealista, vede nel 2023 i consumi delle famiglie italiane raggiungere un totale di 1.258 miliardi di euro, portando un incremento del 16% rispetto al 2019, quando la spesa si attestava a 1.087 miliardi.
Tra le principali voci di spesa, quella destinata alla casa ha raggiunto i 364 miliardi di euro, rappresentando il 29% del totale, in crescita del 17% rispetto ai 311 miliardi di quattro anni fa.
Tra le spese delle famiglie italiane la casa è al primo posto
Il report di Unimpresa conferma che la casa, comprensiva di utenze, mobili, elettrodomestici e manutenzione, rappresenta la principale voce di spesa nei bilanci familiari.
A seguire troviamo gli alimentari, con una spesa nel 2023 di 185 miliardi di euro, in crescita del 19% rispetto al 2019.
I trasporti si posizionano al terzo posto, con una spesa di 160 miliardi di euro nel 2023. È importante sottolineare che l’aumento delle spese è in parte attribuibile all’inflazione, che ha registrato un significativo incremento negli ultimi anni.
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La spesa sanitaria sale, ma la sua incidenza diminuisce
La spesa sanitaria delle famiglie è cresciuta di 5 miliardi di euro, raggiungendo i 43 miliardi nel 2023 (+12% rispetto ai 38 miliardi del 2019).
Tuttavia, in termini percentuali, la quota destinata alla sanità è diminuita, passando dal 4% del 2019 al 3% del 2023. Questo paradosso pone luci sulle difficoltà crescenti nel settore pubblico, con un impatto importante sui bilanci familiari, come sottolineato dal presidente di Unimpresa.
Investire nell’istruzione: un futuro a rischio
La spesa delle famiglie italiane per l’istruzione è in calo. Nel 2023, sono stati destinati 9,7 miliardi di euro a libri e formazione, con una diminuzione del 2% rispetto al 2019.
Questa situazione è allarmante e sottolinea come l’educazione sia sempre meno considerata un investimento prioritario.
Consumi in crescita: quali sono i settori che trainano l’economia?
La spesa per beni e servizi vari ha segnato la crescita più notevole, con una crescita del 34% rispetto al 2019, raggiungendo i 150 miliardi di euro nel 2023.
Anche il settore dell’intrattenimento e della cultura ha visto un incremento del 16%, passando da 73 a 86 miliardi di euro, mantenendo la sua quota stabile al 7% dei bilanci familiari.
Nonostante la crisi economica, le famiglie italiane non hanno rinunciato ai consumi ad alberghi e ristoranti, che hanno visto una crescita del 9%, passando da 113 miliardi nel 2019 a 124 miliardi nel 2023, pari al 10% del totale.
Le spese per abbigliamento e calzature, invece, sono rimaste pressoché stabili, con un leggero aumento del 2%, passando da 65 a 66 miliardi di euro.
Infine, le spese per comunicazioni sono rimaste invariate a 23 miliardi di euro, rappresentando il 2% del totale dei consumi, mentre la spesa per alcolici e tabacco ha visto un lieve incremento del 5%, raggiungendo i 48 miliardi di euro, mantenendo stabile la sua quota al 4%.
Il 2024 vede un’inflazione in discesa
Secondo gli ultimi dati Istat di agosto 2024, rispetto il precedente 2023, si registra un moderato rallentamento dell’inflazione in Italia, con un incremento dei prezzi al consumo dello 0,2% su base mensile e dell’1,1% su base annua ed un lieve calo rispetto al +1,3% di luglio. Questo rallentamento è principalmente dovuto alla riduzione dei prezzi dei beni energetici non regolamentati, che hanno visto una flessione dell’8,6%, un fattore determinante per la moderazione dell’inflazione complessiva.
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Questi sviluppi suggeriscono che il momento attuale potrebbe essere positivo per considerare investimenti nel mercato immobiliare, dato che i mutui diventano più vantaggiosi ed il potere di spesa migliora. Tale scenario crea una prospettiva sia per chi cerca una nuova abitazione, sia per gli investitori immobiliari, prospettando un incremento della domanda che potrebbe influenzare positivamente i prezzi degli immobili nei prossimi mesi.
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