Superbonus fallito, affitti vietati per immobili energivori, mutui agevolati e schemi di addebito in bolletta: le soluzioni per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050
La Banca d’Italia, in un recente studio della serie “Questioni di Economia e Finanza“, evidenzia l’urgenza di migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni italiane. Il documento, approfondito da analisti di spicco come Guido de Blasio, sottolinea l’inefficacia di alcuni incentivi passati, come il Superbonus, e propone una ristrutturazione delle politiche attuali. Con un parco immobiliare che conta 36 milioni di abitazioni, di cui la maggior parte inadeguate dal punto di vista energetico, il miglioramento è visto come essenziale per rispettare gli impegni ambientali europei.
Superbonus inefficace: 55% d’edifici da riqualificare entro 2030
L’analisi del banco centrale evidenzia che, nonostante l’intenzioni, il Superbonus non ha raggiunto gli obiettivi sperati. Uno studio dettagliato sulla situazione attuale mostra che su circa 77 milioni di edifici in Italia, 36 milioni sono abitazioni, e la maggior parte di queste si trova nelle classi energetiche più basse, F e G.
Queste abitazioni sono responsabili per circa il 36% dell’emissioni di gas serra del paese. In vista degli obiettivi europei di raggiungere la neutralità climatica per il settore edilizio entro il 2050, l’Italia è chiamata a ridurre del 16% il suo consumo di energia primaria entro il 2030, e del 22% entro il 2035.
Per raggiungere tali traguardi, il 55% del risparmio energetico dovrà provenire dalla riqualificazione di edifici poco efficienti, incentivando quindi un cambio radicale nei criteri di intervento.
Affitti vietati per immobili inefficienti:
L’analisi di Bankitalia propone l’introduzione di regolamentazioni che limiterebbero la possibilità di affittare immobili che non rispettano standard energetici minimi. Si considera anche un sistema d’incentivi rafforzati per quegli immobili che raggiungono livelli d’efficienza energetica significativi, un approccio già adottato in altri paesi.
Queste misure avrebbero il doppio scopo di stimolare investimenti in ristrutturazioni e di ridurre il consumo energetico globale degli edifici, che attualmente rappresenta il 40% del totale nazionale.
Efficienza Energetica: dati mancanti frenano mercato ed interventi
Un elemento preoccupante, sottolineato nello studio, è la scarsa disponibilità di dati affidabili sull’efficienza energetica degli edifici, che ostacola sia lo sviluppo di soluzioni di mercato sia il disegno di interventi pubblici efficaci.
Per rispondere a questa carenza informativa, si suggerisce un aumento della trasparenza e della disponibilità di dati, per permettere agli intermediari finanziari di differenziare le condizioni dei mutui basandosi sulle prestazioni energetiche degli immobili.
Bankitalia: Mutui agevolati e schemi di addebito in bolletta
Gli analisti di Bankitalia propongono una gamma di soluzioni per affrontare queste sfide. Tra queste, mutui agevolati e strumenti finanziari innovativi come gli schemi di addebito in bolletta, che implicano una collaborazione tra fornitori di energia, imprese di ristrutturazione e istituzioni finanziarie. Questi strumenti, già testati in alcuni Paesi dell’Unione Europea, promettono di essere cost-effective e di stimolare un mercato della ristrutturazione, con impatti positivi anche sull’occupazione.
L’approccio suggerito da Bankitalia rappresenta un significativo cambio di direzione rispetto alle politiche precedenti, con un focus rinnovato sulla sostenibilità finanziaria e ambientale. Le proposte avanzate si inseriscono in un contesto più ampio d’obiettivi europei, che prevedono una riduzione sostanziale del consumo d’energia primaria entro i prossimi decenni. Con queste politiche, l’Italia si propone di contribuire attivamente alla lotta contro il cambiamento climatico, migliorando nel contempo la qualità della vita dei suoi cittadini e la stabilità delle sue finanze pubbliche.