Sfratti a Roma: Aumento vertiginoso dei canoni, speculazione immobiliare e mancanza di politiche di sostegno mettono a rischio migliaia di famiglie
L’emergenza abitativa a Roma si conferma critica: nel 2023, la città ha registrato il maggior numero di sfratti esecutivi a livello nazionale. I dati del Ministero dell’Interno ci fanno notare come, nonostante una diminuzione dei provvedimenti e delle richieste di esecuzione rispetto al 2022, il numero degli sfratti effettivamente eseguiti a Roma sia stato pari a 2.058, con una media giornaliera di circa 5,6. Tale dato colloca la Capitale al primo posto in Italia per numero di sgomberi, seguita da Torino e Napoli.
Allarme sfratti a Roma: Morosità principale causa
Nel 2023, su un totale di 2.058 sfratti eseguiti, ben 3.006 sono stati motivati da morosità, simboleggiando il 73,4% del totale.
Seguono, in numero nettamente inferiore, i casi di:
- fine locazione (454);
- e necessità del locatore (68).
Nonostante una diminuzione dei provvedimenti rispetto all’anno precedente, la morosità incolpevole emerge come la principale causa di sfratto, sottolineando una situazione di crescente difficoltà economica per molte famiglie romane.
Politiche inadeguate e speculazione immobiliare aggravano l’emergenza sfratti
Secondo le organizzazioni sindacali Cgil di Roma e del Lazio e Sunia, la grave situazione degli sfratti a Roma è ulteriormente aggravata dalla mancanza di politiche adeguate di sostegno da parte del Governo. L’assenza di rifinanziamenti per il fondo per l’affitto e per il fondo per la morosità incolpevole, unita alle recenti modifiche legislative che favoriscono la speculazione immobiliare, sta mettendo a dura prova le famiglie romane.
Inoltre, l‘aumento del 20% degli sfratti per fine locazione rispetto al 2022, attribuito in parte all’espansione delle locazioni turistiche, sta ulteriormente restringendo l’offerta di abitazioni a prezzi accessibili.
L’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate ha registrato la sottrazione di oltre 7.268 unità abitative dal mercato della locazione residenziale dal 2019 al 2023, di cui oltre 5.000 destinate a locazioni di breve durata.
Crisi abitativa a Roma: affitti da record
Tra il 2019 e il 2023, il costo medio dell’affitto a Roma è aumentato del 13%, raggiungendo i 930 euro mensili per un appartamento di 80 metri quadrati.
Il mercato delle locazioni ha visto un aumento del:
- 17% nei canoni per studenti;
- del 15% per i contratti di lunga durata;
- e del 7% per quelli transitori.
Tali incrementi riflettono la crescente difficoltà per le famiglie e i lavoratori nel sostenere le spese abitative.
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Il contesto politico-monetario e il suo impatto sugli sfratti
In aggiunta, la situazione politico-monetaria del 2023, caratterizzata da un incremento dell’inflazione e di conseguenza degli interessi sui mutui, ha limitato l’accesso all’abitazione. Questo aumento dei tassi d’interesse ha ristretto la capacità delle famiglie di accedere a mutui a prezzi accessibili, alimentando ulteriormente l’aumento dei canoni di locazione.
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Tali dinamiche hanno contribuito notevolmente all’aumento degli sfratti, poiché sempre più inquilini si trovano incapaci di sostenere i costi crescenti delle locazioni residenziali.