Un’analisi ENEA del 2023 evidenzia una svolta “green”: le fonti fossili toccano il punto più basso degli ultimi cinquant’anni, mentre cresce l’investimento in rinnovabili.
L’analisi di ENEA sul sistema energetico del paese ha evidenziato una significativa riduzione delle emissioni di anidride carbonica dell’8% e una diminuzione del 2,5% nei consumi di energia primaria, una percentuale poco inferiore rispetto al calo del 3% registrato nell’Eurozona. Inoltre, l’eolico ed il fotovoltaico hanno raggiunto il 17,5% della domanda italiana di energia su base annua, beneficiando dell’aumento della capacità installata.
Ulteriore dato positivo riguarda la quota di energia fornita da fonti fossili (petrolio, gas e carbone) scesa al minimo storico degli ultimi 50 anni, attestandosi al 71%. Questo decremento nei consumi fossili è stato guidato da una riduzione nell’uso di gas del 10%, del carbone per una riduzione del 30% e per quanto riguarda il petrolio vede un lieve calo del 2%.
In sintesi, queste sono le osservazioni dell’ENEA riguardo all’evoluzione del sistema energetico italiano nel 2023:
- Riduzione delle Emissioni di CO2: Il 2023 ha visto un calo dell’emissioni di anidride carbonica, quantificato in un -8%. Questo dato si accompagna a una riduzione del 2,5% nel consumo di energia primaria, inferiore rispetto al calo medio dell’Eurozona (-3%). Al cuore di questo risultato vi è una significativa diminuzione nell’uso di fonti energetiche fossili: gas naturale (-10%), carbone (-30%) e petrolio (-2%).
- Quota di Domanda da Fonti Fossili: Le fonti fossili hanno coperto il 71% della domanda energetica, segnando il punto più basso degli ultimi 50 anni.
- Crescita delle Rinnovabili: Il settore dell’energie rinnovabili ha visto un incremento del 13% nella produzione, supportato da un notevole aumento delle importazioni di elettricità (+19%), che hanno raggiunto livelli mai visti prima.
- Il Ruolo del Fotovoltaico: Il settore fotovoltaico, si preannuncia come uno dei più promettenti grazie al sostegno di un ampio programma di aiuti pubblici, delineando un futuro ricco di opportunità per gli investimenti in tecnologie innovative e sostenibili.
L’analisi inoltre rileva una contrazione nella domanda energetica nel 2023, attribuibile principalmente a fattori non strutturali quali, un inverno eccezionalmente mite, che ha ridotto i consumi di gas per il riscaldamento, e un calo nella produzione industriale. Nonostante ciò, il settore dei trasporti mostra segni di ripresa, con un incremento della domanda energetica del 2%, trainato in particolare dal comparto aereo, che registra un aumento del 20%.
Impatto sulle Emissioni di CO2
La riduzione dell’emissioni di anidride carbonica, che abbiamo osservato, è principalmente il risultato del nostro minore utilizzo delle fonti di energia fossili. Questo cambiamento è particolarmente riscontrabile nelle aree della produzione d’energia e nelle industrie che consumano molta energia (quelle che rientrano nel sistema ETS), dove abbiamo visto che l’emissioni si sono ridotte di circa il 16%.
Ma non sono solo le grandi industrie a fare la differenza: anche nel quotidiano, nelle nostre case e nelle attività civili (fuori dal sistema ETS), stiamo contribuendo a questa svolta positiva. Qui, una diminuzione del 3% nell’emissioni è stata guidata da un semplice ma efficace cambiamento: usiamo meno gas. Questo dimostra che tutti, dalle grandi aziende ai singoli cittadini, stiamo facendo la nostra parte per ridurre l’impronta di carbonio e prendersi cura del nostro pianeta.
Transizione Energetica e Decarbonizzazione
La transizione energetica e la decarbonizzazione in Italia hanno segnato nel 2023 un punto di svolta significativo, testimoniato da un’impennata dell’indice ISPRED (Indice Sicurezza-Prezzi-Decarbonizzazione), strumento analitico sviluppato dall’ENEA per valutare l’andamento complessivo della transizione energetica. Questo indice, riflette le performance del paese in termini di sicurezza energetica, costi dell’energia e impatti ambientali. L’indice ISPRED ha registrato un incremento del 25% rispetto all’anno precedente, quando aveva toccato il punto più basso della sua storia.
Il salto dell’ISPRED è attribuibile principalmente al rinnovato vigore delle fonti rinnovabili, in particolare dell’energia eolica e fotovoltaica, le quali hanno rappresentato i principali motori di una decarbonizzazione efficace. Questo avvenimento positivo si contrappone alla fase critica vissuta nel 2022, caratterizzata da un aumento delle emissioni di CO2 e da prezzi dell’energia senza precedenti.
Nonostante questi progressi, il valore medio dell’ISPRED rimane su livelli “considerati bassi”, evidenziando come la transizione energetica, pur essendo in atto, proceda a un ritmo meno veloce di quanto necessario. I principali ostacoli rimangono:
- Bassi livelli di decarbonizzazione, che indicano la necessità di intensificare gli sforzi per ridurre ulteriormente le emissioni di gas serra.
- Valori inferiori alla media di lungo periodo relativi alla sicurezza dell’approvvigionamento e ai prezzi dell’energia, che sollevano interrogativi sulla capacità di mantenere la competitività del sistema economico nazionale nel contesto di una transizione energetica.
Gli obiettivi successivi
Il raggiungimento di un tasso di riduzione delle emissioni di circa il 5% annuo, necessario per allinearsi agli obiettivi di decarbonizzazione previsti per il 2030, rimane una sfida complessa, che richiederà un impegno costante ed integrato a tutti i livelli della società e dell’economia.
In conclusione, i dati dell’indice ISPRED per l’anno 2023 illustrano un momento di svolta verso una transizione energetica che, nonostante le numerose sfide, inizia a delineare un percorso verso un futuro energetico più “green”. Il cammino che ci attende fino al 2030 è pieni di sfide al fine di accelerare il passo per allinearsi quanto prima alle prescrizioni della Direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive), meglio conosciuta come Direttiva Case Green, per garantire un’immediata adesione agli standard di efficienza energetica e sostenibilità ambientale nel settore edilizio. Questo è l’obiettivo su cui dobbiamo concentrarci, avvalendoci di una strategia energetica che sia tanto ambiziosa quanto realistica, per navigare con successo verso il futuro energetico che aspiriamo a costruire.