FIMAA: Le locazioni brevi non sono il problema, ma le case vuote
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FIMAA: Le locazioni brevi non sono il problema, ma le case vuote

Di Redazione STV Pubblicato il 18 Dicembre 2024 2 min di lettura
FIMAA: Le locazioni brevi non sono il problema, ma le case vuote

Il vicepresidente vicario della FIMAA chiarisce le vere cause dell’emergenza abitativa in Italia

L’ultima analisi di FIMAA-Confcommercio presentata dal vicepresidente vicario, rivela un dato sorprendente: il vero ostacolo all’accesso alla casa in Italia non è rappresentato dalle locazioni turistiche, ma dalla massiccia presenza di immobili sfitti.

Emergenza abitativa in Italia: oltre 9,5 milioni di case vuote

L’Italia conta un patrimonio immobiliare di circa 35 milioni di abitazioni, ma un dato sconcertante emerge dal terzo Rapporto Federproprietà-CENSIS: ben 9,5 milioni di queste rimangono vuote.

Questo significa che quasi un terzo del nostro patrimonio immobiliare è sottratto al mercato, contribuendo sull’emergenza abitativa che affligge il Paese. Come sottolineato dal vicepresidente, Maurizio Pezzetta, durante la presentazione del rapporto al Senato, è urgente una riforma della legislazione immobiliare, ormai obsoleta, che permetta di mettere a frutto questo enorme patrimonio immobiliare inutilizzato.

Soluzioni concrete per sbloccare le case vuote

Il vicepresidente vicario di FIMAA, ha presentato una serie di proposte concrete per incentivare i proprietari a mettere sul mercato le oltre 9,5 milioni di abitazioni attualmente vuote in Italia.

Tra le misure suggerite figurano:

Il Codice CIN: un ostacolo per le locazioni brevi?

Nonostante l’introduzione del Codice Identificativo Nazionale (CIN) per le locazioni brevi abbia generato notevoli difficoltà interpretative a causa di un’applicazione disomogenea a livello locale, Maurizio Pezzetta, ha sottolineato che questo non è il fattore determinante dell’emergenza abitativa in Italia.

Il problema principale, ha evidenziato, risiede nei milioni di immobili vuoti e non nella diffusione delle locazioni brevi. Le contraddizioni tra le normative comunali, regionali e nazionali, inoltre, creano un quadro normativo confuso e incerto per gli operatori del settore.

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L’esposizione del CIN: un ostacolo per le locazioni brevi

Uno dei punti più critici nell’applicazione del Codice Identificativo Nazionale (CIN) riguarda l’obbligo di esporlo all’esterno delle strutture ricettive.

Vincoli urbanistici e paesaggistici spesso impediscono l’affissione del CIN, creando una situazione di stallo per molti operatori del settore. Maurizio Pezzetta, vicepresidente vicario di FIMAA-Confcommercio, ha sottolineato l’urgenza d’interventi chiarificatori da parte dell’autorità competenti per evitare sanzioni ingiuste e garantire un’applicazione equa della normativa.

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