FIMAA propone di menzionale il numero di Fatture negli atti di compravendita per garantire privacy, libertà e contrastare l’evasione fiscale
La Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari (FIMAA) ha presentato una proposta innovativa durante un’audizione in Commissione Lavoro della Camera dei deputati, nell’ambito della discussione sul Disegno di Legge (Ddl) Lavoro. L’iniziativa mira a modificare l’attuale normativa riguardante gli atti di compravendita immobiliare, specificatamente sul modo in cui viene riportato il compenso dell’agente immobiliare.
Maggiore Tutela per Consumatore e Agente: La Proposta FIMAA
Attualmente, la norma vigente impone la dichiarazione esplicita del compenso percepito dall’agente immobiliare negli atti di compravendita. La FIMAA propone di sostituire tale requisito con l’obbligo di indicare gli estremi della fattura emessa. Questo cambiamento porterebbe diversi vantaggi. garantendo:
- una maggiore tutela della privacy degli agenti immobiliari;
- piena libertà contrattuale dei consumatori, riconoscendo e rispettando la natura delle loro decisioni e degli accordi presi;
- contrastare più efficacemente l’evasione fiscale.
Contrasto all’Evasione Fiscale: Un Nuovo Approccio
Grazie all’introduzione degli estremi della fattura elettronica negli atti notarili, si garantirebbe una maggiore tracciabilità dei pagamenti.
- Questo permetterebbe alle autorità competenti di effettuare controlli più rapidi e accurati, utilizzando le informazioni disponibili attraverso la fattura elettronica per verificare immediatamente dettagli come l’imponibile, l’IVA e le eventuali ritenute d’acconto.
La Normativa Attuale e le Sue Limitazioni
La necessità di questa riforma emerge dalla considerazione che la normativa vigente, introdotta con il decreto-legge del 4 luglio 2006, n. 223, si mostra oggi superata. Quella legge imponeva la trasparenza del compenso degli agenti immobiliari come strumento di lotta all’evasione fiscale. Tuttavia, la realtà digitale odierna offre strumenti più efficaci e meno invasivi per raggiungere lo stesso obiettivo.
- L’attuale obbligo di rendere noto l’importo del compenso, infatti, espone informazioni sensibili che possono influenzare la negoziazione tra le parti, a discapito della privacy e della libertà contrattuale.
Privacy e Protezione dei Dati: Un Equilibrio Necessario
La proposta della FIMAA si inserisce in un quadro normativo attento alla protezione dei dati personali, rispondendo ai principi del GDPR (General Data Protection Regulation) in materia di minimizzazione dei dati.
L’approccio focalizzato sull’utilizzo degli estremi della fattura, consentirebbe di:
- tutelare queste informazioni, evitando la divulgazione di dettagli economici del mediatore e preservando l’autonomia contrattuale.
Immagine di Drazen Zigic su Freepik