Gli effetti del decreto che blocca la cessione dei crediti: il 25% dell’attività professionali in difficoltà finanziarie.
Il blocco del Superbonus colpisce duramente i professionisti. La recente stretta sul 110% ha messo in crisi molti studi, impedendo loro d’incassare i compensi per i lavori già effettuati. Secondo l’analisi di ItaliaOggi, almeno il 30% degli studi professionali non ha percepito e non percepirà mai gli emolumenti per le attività di progettazione o gli studi di fattibilità necessari per gli interventi di riqualificazione. Inoltre, un quarto dell’attività professionali rischia gravi difficoltà finanziarie a causa dei mancati incassi.
Superbonus: costi in aumento e stretta rallentano il Pnrr
Negli ultimi due anni, i costi per la cessione dei crediti e per le polizze assicurative sono aumentati in modo significativo. Questi oneri, combinati con la stretta al Superbonus, potrebbero avere un impatto negativo anche sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Molti studi, che avevano investito risorse significative nel Superbonus, ora si trovano in un ritardo netto e forse irrecuperabile nell’acquisizione di commesse del Piano.
Fabio Tonelli, coordinatore del gruppo di lavoro Oice sul Superbonus, ha sottolineato come la situazione sia confermata dagli stessi ordini professionali, in particolare dal Consiglio Nazionale Geometri e dal Consiglio Nazionale Ingegneri. Questi enti hanno ricevuto numerose segnalazioni di difficoltà e preoccupazione da parte dei loro iscritti nelle ultime settimane.
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Professionisti a rischio per mancati incassi e prestiti bancari
Uno dei principali problemi legati ai recenti decreti blocca-cessioni riguarda il pagamento dei compensi. Fabio Tonelli, coordinatore del gruppo di lavoro Oice sul Superbonus ha dichiarato:
“Molti professionisti hanno investito tempo e risorse nella progettazione e nella realizzazione di studi di fattibilità per lavori che, a causa dei blocchi, non vedranno più la luce. Questo significa che per decine di migliaia di progetti non incasseranno i compensi previsti per il loro lavoro.”
Molti professionisti hanno anche anticipato le spese, ricorrendo a prestiti bancari. “Questi finanziamenti, concessi con la speranza di un rapido ritorno economico, ora si traducono in interessi da pagare, mettendo ulteriormente in difficoltà chi li ha contratti,” ha aggiunto Tonelli.
30% degli studi a rischio fallimento, professionisti chiedono soluzioni
La posizione dell’Oice riflette il quadro tracciato dagli ordini professionali. Mario Antonio Acquaviva, consigliere nazionale del Consiglio Nazionale Geometri, ha spiegato:
“Alcuni non hanno incassato niente, altri hanno ricevuto solamente degli acconti, altri ancora si sono fatti anticipare i compensi dalle banche e ora si trovano a pagare gli interessi. Il professionista dovrebbe avviare un contenzioso, magari con la beffa di dover poi pagare anche le spese legali.”
Acquaviva ha parlato di “legittime ragioni di bilancio“, ma ha anche evidenziato “situazioni drammatiche in tutta Italia”, con organizzazioni che hanno investito e che ora si trovano con una barca di debiti e con le carte tra le mani.
In sintesi:
- Il 30% degli studi: non percepirà mai gli emolumenti per le attività di progettazione e studi di fattibilità.
- Il 25% delle attività: rischia gravi difficoltà finanziarie a causa dei mancati incassi.
- Costi aumentati: per la cessione dei crediti e le polizze assicurative negli ultimi due anni.
- Pnrr a rischio: ritardi nell’acquisizione di commesse del Piano.
La situazione complessa e preoccupante descritta da Fabio Tonelli e confermata dagli ordini professionali, sottolinea l’urgenza di trovare soluzioni per supportare i professionisti colpiti dalla stretta al Superbonus.
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