Incentivi edilizi ridotti, caro materiali e taglio ai fondi per le opere pubbliche: le conseguenze della manovra sulle costruzioni.
La manovra finanziaria per il 2025 ha innescato l’allarme nel settore delle costruzioni. I tagli ai trasferimenti alle Regioni e ai Comuni per opere pubbliche, come evidenziato dalla presidente dell’Ance Federica Brancaccio, potrebbero rallentare notevolmente la ripresa economica. La riduzione dei fondi destinati alla messa in sicurezza del territorio e alle piccole opere pubbliche rischia di compromettere la realizzazione di progetti cruciali e di frenare gli investimenti.
Allarme dell’Ance: il caro materiali rischia di bloccare 10 miliardi di investimenti
La presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance), Federica Brancaccio, ha lanciato un grido d’allarme in merito alle conseguenze dell’assenza di una proroga delle misure straordinarie introdotte per contrastare l’impennata dei prezzi dei materiali da costruzione.
- Secondo le stime dell’Ance, la mancata proroga di queste misure rischia di bloccare oltre 10 miliardi di investimenti a partire dal 2025. Un blocco dei cantieri su così vasta scala avrebbe ripercussioni devastanti sull’intero settore edile e sull’economia nazionale.
Viene inoltre ha sottolineato come il governo non abbia considerato questo scenario nelle sue previsioni di crescita economica. L’azzeramento della crescita prevista per il 2025 è un rischio concreto, con conseguenti ricadute negative sull’occupazione e sul PIL.
- Un altro aspetto preoccupante è la possibile riduzione delle rate del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). I ritardi e le difficoltà causati dal caro materiali potrebbero compromettere la realizzazione degli obiettivi previsti dal Pnrr e mettere a rischio i fondi europei destinati all’Italia.
Il taglio agli incentivi edilizi rischia di paralizzare il settore
Anche Confedilizia ha espresso forte preoccupazione per le recenti misure governative che hanno comportato un drastico taglio agli incentivi edilizi.
In particolare, il presidente Giorgio Spaziani Testa ha sottolineato come l’introduzione di un nuovo limite reddituale per accedere alle detrazioni fiscali sugli interventi edilizi stia rendendo estremamente complessa la programmazione degli interventi da parte dei proprietari di immobili. Questa incertezza normativa, unita alla riduzione degli incentivi, rischia di paralizzare il settore delle costruzioni e di scoraggiare gli investimenti nel patrimonio edilizio.
Oltre al taglio degli incentivi, Confedilizia ha evidenziato la necessità di affiancare al rifinanziamento del Fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa una misura di detassazione per incentivare le locazioni a canone concordato. Sempre secondo Confedilizia, questa misura sarebbe fondamentale per
- stimolare l’offerta di alloggi in locazione;
- contenere l’aumento dei prezzi degli affitti.
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Crescita economica frenata, Pil 2024 al massimo allo 0,8%
Secondo le previsioni dell’associazione, il Pil nel 2024 crescerà al massimo dello 0,8%, indicando un significativo rallentamento rispetto alle stime precedenti. Luigi Taranto, il segretario generale di Confcommercio, ha sottolineato come la fragilità del circuito redditi-fiducia-consumi stia pesando sull’economia, con un impatto negativo sui consumi delle famiglie e sugli investimenti delle imprese.