Rapporto immobiliare 2024: compravendite e mutui in forte calo, mentre le locazioni mostrano una stabilità relativa
Nel 2023, il mercato immobiliare residenziale in Italia ha registrato un netto calo delle transazioni immobiliari e una significativa riduzione nei mutui ipotecari, secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate, realizzato in collaborazione con l’Associazione Bancaria Italiana (ABI). Questi dati interrompono un trend di crescita iniziato nel 2014 e solo precedentemente interrotto dalla pandemia nel 2020.
Compravendite in calo del 9,7%, prezzi stabili
Nel 2023, le transazioni di compravendite di abitazioni hanno totalizzato 709.591 unità, segnando un calo del 9,7% rispetto all’anno precedente. Le regioni del Centro e del Nord Est hanno mostrato le contrazioni più marcate, con rispettive diminuzioni del 13,1% e dell’11,7%.
Anche le grandi città come Roma e Milano hanno registrato decrementi significativi, rispettivamente del 14,4% e del 13%. La superficie media delle abitazioni scambiate ha leggermente diminuito, attestandosi a 106 mq.
In sintesi:
- Superficie media dell’abitazioni compravendute: 106,1 m², in lieve diminuzione rispetto al 2022 (-0,7 m²).
- Fatturato complessivo delle compravendite: 111 miliardi di euro, in calo del 10% rispetto al 2022.
- Pertinenze: Venduti oltre 143.000 depositi pertinenziali (-7%) e 402.000 box e posti auto (-11%).
- Nuda proprietà: Lieve aumento dell’1,7%, con una concentrazione maggiore nel Nord Ovest.
Mutui ipotecari: crollo del 26% nel 2023
Il segmento dei mutui ipotecari ha risentito di un marcato calo del 26%, con solo 270.000 mutui concessi nel corso dell’anno, riflettendo un’incidenza del 40% sul totale delle compravendite, la più bassa dal 2011. Questo declino è in linea con il rialzo dei tassi di interesse, che hanno visto un aumento medio iniziale del 1,79%, portando il tasso medio al 4,29%.
In Sintesi:
- Capitale complessivo finanziato: 35 miliardi di euro, oltre 15 miliardi in meno rispetto al 2022 (-30%).
- Capitale medio per mutuo: Poco superiore a 130.000 euro, con il valore massimo registrato nel Centro (circa 140.000 euro) e il minimo nelle Isole (circa 115.000 euro).
- Tasso medio iniziale dei mutui: 4,29%, in crescita di 1,79 punti percentuali rispetto al 2022.
Locazioni: Una leggera crescita
Contrastando il trend negativo delle compravendite e dei mutui, il settore delle locazioni è rimasto relativamente stabile, con un incremento dello 0,3% nel numero di nuovi contratti.
Tuttavia, la superficie media delle abitazioni locate ha mostrato un leggero calo, con un canone medio di 76,3 €/mq annui.
In Sintesi:
- Unità ad uso abitativo: Circa 1.280.000, in calo dell’1,1% rispetto al 2022.
- Unità ad uso non abitativo: Circa 330.000, con una crescita del 2,1% rispetto al 2022.
- Canone annuo medio per unità di superficie: 76,3 €/mq.
Compravendite e mutui nelle principali città italiane
Le principali città italiane per popolazione hanno registrato una contrazione delle compravendite dell’11,6% rispetto al 2022.
Bologna (-16,1%) e Roma (-14,4%) hanno mostrato i cali più significativi, con Roma che rappresenta il 32% del mercato delle grandi città.
In Sintesi:
- Superficie media dell’abitazioni compravendute: Circa 89 m², inferiore alla media nazionale.
- Fatturato nelle otto principali città: Circa 27,7 miliardi di euro, in calo del 9,5% rispetto al 2022.
- Capitale erogato per i mutui: Circa 7,8 miliardi di euro, oltre 4 miliardi di euro in meno rispetto al 2022 (-35%).
Analisi finanziaria
Il fatturato complessivo derivante dalle compravendite di abitazioni è stato stimato a circa 111 miliardi di euro, in calo del 10% rispetto all’anno precedente. Questa diminuzione è stata particolarmente evidente nelle aree del Nord, che hanno generato oltre il 57% del fatturato totale.
Indice di affordability
L’indice di affordability è un termine usato nel settore immobiliare per descrivere quanto sia economicamente accessibile per le famiglie acquistare una casa. Questo indice è particolarmente utile per capire se le persone con un reddito medio possono permettersi di comprare una casa nella loro area senza troppi sforzi finanziari.
Nonostante il deterioramento delle condizioni economiche, “l’indice di affordability” è diminuito di quasi 2 punti percentuali, suggerendo una minore capacità delle famiglie italiane di accedere alla proprietà abitativa rispetto all’anno precedente. Tuttavia, rispetto ai livelli storici, l’indice rimane relativamente elevato, indicativo di un miglioramento progressivo del prezzo relativo delle abitazioni.
Apri: Agenzia delle Entrate – Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI), ABI


