Parlamento Europeo Approva la Direttiva Case Green: Un Passo verso l'Efficienza Energetica

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Parlamento Europeo Approva la Direttiva Case Green: Un Passo verso l'Efficienza Energetica

Parlamento Europeo Approva la Direttiva Case Green: Un Passo verso l’Efficienza Energetica

Parlamento Europeo Approva la Direttiva Case Green: Un Passo verso l'Efficienza Energetica

La Direttiva EPBD Approva il Piano per la Riqualificazione Energetica: Stop alle Caldaie a Gas e Requisiti più Rigidi per l’Efficienza Energetica

Il 12 marzo 2024, il Parlamento europeo ha dato il suo consenso definitivo alla direttiva Case green (Energy Performance of Building Directive, EPBD) con 370 voti a favore, 199 contrari e 56 astensioni.

Come già precedentemente anticipato dalla nostra redazione riguardo alle Case Green e la Direttiva EPBD, oggi viene inserito ufficialmente nel più ampio pacchetto di riforme “Fit for 55“. La direttiva mira ad una riduzione delle emissioni di gas serra all’interno dell’Unione, puntando a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050.

Obiettivi della Direttiva EPBD

La nuova direttiva EPBD si pone al centro delle politiche energetiche dell’Unione Europea con l’intento di:

  • Stimolare la riqualificazione energetica degli edifici, sia pubblici che privati, in tutta Europa.
  • Ridurre i consumi energetici e le emissioni di CO2 associate al settore edilizio nei 27 Stati membri.
Parlamento Europeo Approva la Direttiva Case Green: Un Passo verso l'Efficienza Energetica

Durante il processo tra il Consiglio dell’UE, il Parlamento Europeo e la Commissione Europea, la direttiva ha subito delle modifiche. Una delle novità più rilevanti è la possibilità per i Paesi membri di richiedere deroghe specifiche alla Commissione europea per determinati edifici, modificando l’approccio alla valutazione dell’efficienza energetica: non più basata esclusivamente sulla certificazione energetica ma attraverso obiettivi medi personalizzati per ogni nazione.

Inoltre vi è l’impegno di andare verso la neutralità climatica, che rappresenta il fulcro delle politiche energetiche degli stati membri dell’Unione Europea, (con l’ambizioso obiettivo di raggiungere tale traguardo entro il 2050, come detto in precedenza)

Strategie e Percentuali Chiave:

  • Obiettivi Personalizzati per Stato: Ogni Paese dell’UE è tenuto a sviluppare un piano nazionale che intende ridurre il consumo energetico degli edifici, con la libertà di scegliere su quali tipologie di edifici concentrare gli sforzi.
  • Focalizzazione sulla Riqualificazione: Il 55% della riduzione dei consumi energetici deve essere conseguito attraverso la ristrutturazione di edifici con basse prestazioni energetiche.
  • Milestone Temporali:
    • Entro il 2030, si prevede di ristrutturare il 15% degli immobili non residenziali.
    • Entro il 2033, l’obiettivo è di migliorare il 26% degli edifici di classe energetica più bassa.
    • Secondo la nuova direttiva il 43% degli immobili meno efficienti dovrà subire interventi di riqualificazione energetica.

In Italia, i dati Istat evidenziano la presenza di circa 12 milioni di edifici residenziali. Di questi, circa 5 milioni, caratterizzati dalle prestazioni energetiche più basse, rappresentano i candidati principali per interventi di riqualificazione

Riqualificazione degli Edifici Residenziali e Non Residenziali

La direttiva aggiornata dell’UE mira a intensificare la riqualificazione energetica degli edifici, stabilendo obiettivi precisi sia per i settori residenziali che non residenziali. Entro il 2030, si prevede una riduzione del consumo di energia primaria del 16% negli edifici residenziali, con un ulteriore calo al 20-22% previsto entro il 2035. Per gli edifici non residenziali, l’obiettivo è ristrutturare il 16% degli immobili con le prestazioni più basse entro il 2030, puntando a un aumento al 26% entro il 2033, per promuovere un’infrastruttura più verde e efficiente.

Parlamento Europeo Approva la Direttiva Case Green: Un Passo verso l'Efficienza Energetica
Fonte: Consiglio dell’Unione europea – Infografica Direttiva EPBD
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Fonte: Consiglio dell’Unione europea – Infografica Direttiva EPBD

Edifici a Zero Emissioni e “Solar Ready”

La Direttiva EPBD introduce l’obbligo per gli edifici nuovi ed esistenti di essere “solar-ready”, con scadenze specifiche per l’installazione di impianti solari. Entro il 2026, nuovi edifici pubblici ed edificio non residenziali (oltre 250 m²) devono installare impianti solari. Gli edifici pubblici esistenti seguiranno con soglie di superficie decrescenti fino al 2030, quando anche gli edifici superiori a 250 m² dovranno adeguarsi. Entro il 2027, gli edifici non residenziali esistenti (oltre 500 m²) in ristrutturazione dovranno essere equipaggiati con impianti solari, e l’obbligo si estende a nuovi edifici residenziali e parcheggi coperti entro il 2029.

La direttiva mira anche alla realizzazione di edifici a zero emissioni (ZEmB), con edifici pubblici nuovi ad emissioni zero dal 2028 e nuove costruzioni residenziali private dal 2030, promuovendo un futuro sostenibile e la riduzione dell’impronta carbonica.

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Fonte: Consiglio dell’Unione europea – Infografica Direttiva EPBD

Verso l’Eliminazione delle Caldaie a Combustibili Fossili

La EPBD orienta l’Europa verso un futuro più sostenibile, proponendo un piano d’azione mirato all’abbandono delle caldaie a combustibili fossili nel riscaldamento e raffreddamento.

  • Cessazione dei Sussidi: Dal 1° gennaio 2025, verranno interrotti i sussidi per l’installazione di nuove caldaie a combustibili fossili.
  • Piani Nazionali: Gli Stati membri sono incaricati d’elaborare piani dettagliati per ridurre progressivamente l’uso dei combustibili fossili, puntando all’eliminazione totale delle caldaie alimentate da questi combustibili entro il 2040.

Esclusioni dalla Direttiva

La direttiva prevede specifiche esclusioni per garantire che la transizione sia equilibrata e tenga conto delle peculiarità di alcuni immobili:

  • Edifici storici, protetti o di vincolati dal storico, dove interventi moderni potrebbero compromettere l’integrità strutturale o il valore culturale.
  • Strutture temporanee e chiese, considerate per le loro specifiche funzioni o necessità.
  • Abitazioni indipendenti di superficie inferiore ai 50 mq, che rappresentano una porzione minoritaria del patrimonio edilizio.
  • Case vacanza occupate per meno di quattro mesi all’anno, data la loro limitata incidenza sul consumo energetico annuale.
  • Potenziale esenzione per l’edilizia sociale pubblica, qualora le ristrutturazioni rischiassero di aumentare in modo sproporzionato gli affitti rispetto ai risparmi energetici ottenibili.
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Fonte: Consiglio dell’Unione europea – Infografica Direttiva EPBD

Ristrutturazioni Importanti, Smart Readiness e Nuovi Standard per la Mobilità Sostenibile

La Direttiva EPBD introduce inoltre il concetto di “ristrutturazione importante” per trasformare edifici ad alto consumo energetico in strutture a zero emissioni, richiedendo agli Stati membri di definire criteri basati sulla superficie dell’involucro dell’edificio e sul suo valore. Si promuove la “Smart Readiness” degli edifici, incentivando l’adozione di tecnologie intelligenti per migliorare l’efficienza energetica, il comfort, la flessibilità, l’interoperabilità e la connettività, orientandosi verso l’IoT e servizi innovativi.

La Direttiva stabilisce anche standard per promuovere una mobilità sostenibile, con requisiti specifici per edifici non residenziali e residenziali riguardanti l’installazione di punti di ricarica per veicoli elettrici e infrastrutture per il parcheggio di biciclette. Entro il 2027, edifici non residenziali con più di venti posti auto devono avere un punto di ricarica ogni dieci posti, mentre i nuovi edifici residenziali devono includere pre-cablaggio per future installazioni e garantire spazi per biciclette, promuovendo così l’uso di trasporti sostenibili.

Direttiva Case Green: Sanzioni

La Direttiva Case Green non stabilisce sanzioni dirette per gli edifici che non rispettano i nuovi standard energetici entro i termini previsti. Inoltre, la mancata attenzione del “bollino verde” dell’UE non impedisce la vendita o l’affitto di proprietà. Tuttavia c’è ancora da capire bene se gli immobili non conformi potrebbero subire una devalorizzazione sul mercato. La responsabilità di definire eventuali sanzioni specifiche è lasciata ai singoli stati membri, che possono decidere come incentivare la conformità.

Impatto sui Bonus Edilizi

La Direttiva incide sui sistemi di incentivi nazionali legati all’edilizia, come l’ecobonus e le agevolazioni per le caldaie. Dal 2025, tali incentivi saranno ridisegnati per favorire interventi che assicurino significativi risparmi energetici. La Direttiva incoraggia gli stati membri a privilegiare investimenti in soluzioni sostenibili, prevedendo anche forme di sostegno quali detrazioni fiscali, crediti d’imposta e sconti diretti in fattura per i cittadini.

Leggi la Direttiva europea EPBD – Completa

Scopri l’Infografica Direttiva Case Green europea EPBD

Image by freepik

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Redazione STV

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