Riforma Coesione: Stop al Lavoro Nero

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Riforma Coesione: Stop al Lavoro Nero

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Riforma Coesione: Stop al Lavoro Nero

L’Italia si impegna nella lotta al lavoro nero e nel sostegno economico alle famiglie a basso reddito con il Decreto Coesione e le revisioni IRES-IRPEF.

Il Decreto Coesione, approvato dal Consiglio dei Ministri il 30 aprile 2024, introduce importanti cambiamenti nella gestione del lavoro nero nel settore delle costruzioni e offre nuovi incentivi per lavoratori dipendenti e autonomi. Parallelamente, il governo ha presentato revisioni alle politiche fiscali che includono un bonus da 100 euro per determinate fasce di reddito e misure per il rinnovo contrattuale in ambito scolastico.

Decreto Coesione: stop al lavoro nero con controlli e sanzioni più rigidi

Con l’approvazione del Decreto Coesione, il governo intensifica i controlli e le sanzioni per combattere il lavoro nero, estendendo l’obbligo di verifica della congruità della manodopera a tutti gli appalti, pubblici e privati.

Il decreto apporta modifiche significative al DL 19/2024,estendendo a tutti i cantieri, sia pubblici che privati, l’obbligo di verifica della congruità delle condizioni lavorative. Questo impone ai responsabili dei lavori di assicurarsi che le condizioni di lavoro e di retribuzione rispettino le norme vigenti prima di effettuare il pagamento finale, prevenendo così il rischio d’impiego di lavoro non dichiarato.

Le nuove norme prevedono che i responsabili dei lavori debbano assicurarsi che le condizioni di lavoro e di pagamento siano conforme alle normative vigenti. Le sanzioni per le irregolarità sono state significativamente ridotte:

  • ora partono da 1.000 euro e possono arrivare fino a 5.000 euro, mentre la soglia di intervento è stata abbassata a 70.000 euro per i lavori privati.

Nel contesto degli appalti pubblici, la soglia di 150.000 euro precedentemente necessaria per effettuare le verifiche di congruità è stata rimossa. In presenza d’irregolarità, i responsabili dei progetti possono essere ora deferiti all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), che avvierà le indagini appropriate e adotterà le misure punitive necessarie.

Bonus Befana: 100 euro a gennaio 2025

Nel quadro della riforma fiscale, il viceministro al Mef Maurizio Leo ha annunciato che a gennaio 2025 verrà erogato un bonus di 100 euro per le famiglie con reddito complessivo non superiore a 28.000 euro. Questo intervento, denominato “bonus befana“, è solo il primo di una serie di misure che mirano a sostenere economicamente i lavoratori dipendenti e le loro famiglie.

Decreto Coesione: fino a 200.000 euro per il tuo lavoro autonomo

Il Decreto Coesione punta anche a promuovere l’autoimpiego nel lavoro autonomo e nelle libere professioni. Sono previsti incentivi specifici per il lancio di nuove attività imprenditoriali, con particolare attenzione alle regioni del Centro-Nord e del Mezzogiorno.

Per il Centro-Nord:

  • Un voucher d’avvio non rimborsabile, impiegabile per l’acquisto di beni, strumenti e servizi necessari per iniziare le attività descritte, fino a un massimo di 30.000 euro.
  • Un sostegno finanziario in regime de minimis per spese fino a 120.000 euro, offrendo un contributo a fondo perduto che copre fino al sessantacinque percento del valore dell’investimento iniziale.
  • Un ulteriore aiuto per spese che superano i 120.000 euro e arrivano fino a 200.000 euro, con un contributo a fondo perduto che raggiunge il sessanta percento dell’investimento.

Per il Sud:

  1. Un voucher, analogamente non rimborsabile, utilizzabile per acquisti necessari all’avviamento delle attività, con un tetto massimo di 40.000 euro per le attività con sede legale nel Mezzogiorno o nelle aree del centro Italia colpite dai terremoti del 2009 e del 2016.
  2. Un contributo a fondo perduto in regime de minimis per spese non superiori a 120.000 euro, che copre fino al settantacinque percento dell’investimento per le attività localizzate nelle suddette aree.
  3. Un contributo per spese che superano i 120.000 euro e fino a 200.000 euro, con un aiuto che copre fino al settanta percento dell’investimento iniziale, sempre per attività situate nelle zone menzionate.

Il decreto s’integra con ulteriori normative per la sicurezza nei cantieri, inclusa l’introduzione di una patente a punti per le aziende edili. Questo sistema premia le buone pratiche e punisce le violazioni, mirando a migliorare ulteriormente le condizioni lavorative nel settore delle costruzioni.

Scuola: 18,5 milioni per il rinnovo degli incarichi ATA PNRR e Agenda Sud

Nel contesto educativo, il decreto ha approvato il rinnovo degli incarichi per 6.147 collaboratori scolastici impegnati nei progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e di Agenda Sud, garantendo un investimento di 18,5 milioni di euro.

Queste misure riflettono l’approccio complesso ed integrato del governo italiano nel promuovere un ambiente di lavoro equo e trasparente, sostenendo al contempo i lavoratori e le famiglie più vulnerabili attraverso incentivi fiscali e opportunità di crescita professionale.

Image by jcomp on Freepik

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Redazione STV

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