Roma: Apocalisse Commerciale -76% di Nuove Attività

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Roma: Apocalisse Commerciale -76% di Nuove Attività

Roma: Apocalisse Commerciale -76% di Nuove Attività

Serrande abbassate, librerie in pericolo e bar travolti dai bonus: il tessuto commerciale della Capitale si sgretola sotto il peso della crisi economica, dell’e-commerce e della burocrazia

Roma soccombe alla desertificazione commerciale. Un dato allarmante emerge dai dati di Confartigianato Roma, elaborati da Info Camere e riportati inoltre anche dalla nota testata Roma Today: il tessuto commerciale della Capitale è in costante declino, con una vera e propria emorragia di attività negli ultimi anni.

Roma Est è la zona più colpita, con una chiusura di negozi particolarmente importante. Ma il fenomeno non risparmia nessun quartiere: centro storico, periferie, grandi vie commerciali, la desertificazione si fa sentire in modo sostenuto, svuotando le attività ed impoverendo il panorama economico cittadino.

Roma: Chiuse 4.347 attività

Quattro anni di saracinesche abbassate a Roma: tra Dicembre 2019 e Marzo 2024, la Capitale ha visto la chiusura di ben 4.347 attività commerciali. Un esodo di imprese che ha fatto scendere il numero totale da 37.878 a 33.521, confermando il trend negativo già in atto da mesi.

Sono 1.248 i bar che hanno dovuto chiudere i battenti in un decennio, un dato che fa riflettere sulla crisi del settore e sulla conseguente perdita di posti di lavoro. Già alla fine del 2023, l’allarme era stato lanciato: la mancanza di nuove aperture era un chiaro segnale del “malessere” del commercio romano.

Edilizia – Superbonus 110%: un miraggio che si è infranto. I dati di Unioncamere evidenziano l’impatto devastante del bonus edilizio: 802 aziende nate e cessate in meno di un anno. Un giro di giostra che ha svuotato le casse e alimentato l’incertezza, contribuendo alla desertificazione commerciale.

Roma: Esercizi di vicinato travolti, librerie in pericolo e altri settori in affanno

Le serrande si abbassano soprattutto per le attività di vicinato. Tra dicembre 2019 e marzo 2024, a Roma sono stati 595 i negozi di prodotti culturali che hanno chiuso i battenti, tra cui librerie, cartolerie e negozi di musica. Un vero e proprio colpo duro per l’anima culturale della città, aggravato dalla stima che vede altre 450 librerie a rischio di scomparire a causa della crisi economica.

Ma la crisi non risparmia nessuno. Tra i settori più colpiti troviamo:

  • Arredamento: 331 negozi chiusi (da 2.294 a 1.963)
  • Abbigliamento e calzature: 1.259 attività cessate (da 9.111 a 7.852)
  • Profumerie: 131 serrande abbassate (da 975 a 844)
  • Alimentari: 585 negozi in meno (da 6.602 a 6.017)
  • Telefonia: 115 esercizi scomparsi (da 1.407 a 1.292)

La crisi economica, unita all’aumento degli affitti, alla concorrenza dell’e-commerce e alla burocrazia pesante, ha messo in ginocchio il commercio di vicinato.

Roma Est: Apocalisse commerciale, -76% di negozi

Roma Est è la zona più colpita dalla desertificazione commerciale: un crollo del 12,17% con la chiusura di ben 7.629 esercizi, che ha portato il numero totale da 8.686 a 1.057. Un vero e proprio dramma per questa parte della città, dove la crisi economica ha avuto un impatto devastante sul tessuto commerciale.

Anche le altre zone non sono state risparmiate:

  • Nord: calo dell’8,27% con 517 esercizi chiusi (da 6.251 a 5.734)
  • Ovest: -12,01% con 506 imprese in meno (da 4.212 a 3.706)
  • Sud: -11,36% con 793 serrande abbassate (da 6.980 a 6.187)
  • Litorale (Ostia): -11,54% con 186 esercizi scomparsi (da 1.612 a 1.426)

Un piano di sostegno mirato per le zone più colpite, che incentivi l’apertura di nuove attività e la riqualificazione di quelle esistenti. Un impegno concreto da parte di tutti gli attori in gioco – istituzioni, associazioni di categoria, cittadini – per ridare vita al commercio romano e rilanciare l’economia della città.

Limitazioni Commerciali ed Artigianali nella Città Storica di Roma

Dal 2018, la città storica ed centro storico di Roma, (patrimonio UNESCO), è soggetto a specifiche delibere restrittive riguardanti le nuove attività commerciali ed artigianali. Queste restrizioni sono state confermate dall’ultima Deliberazione 109/2023, che ha rinnovato e confermato il “Regolamento per l’esercizio delle attività commerciali ed artigianali nel territorio della Città Storica”.

Roma: Apocalisse Commerciale -76% di Nuove Attività

Il regolamento è stato introdotto principalmente per proteggere e tutelare le caratteristiche del tessuto storico della città di Roma, allora “cannibalizzate” dai minimarket. Tuttavia, le restrizioni hanno avuto un impatto negativo su molti altri settori, specialmente il commercio e i laboratori alimentari. Paradossalmente, le attività definite come “tutelate” dal regolamento non incontrano una grande domanda, risultando problematico per i proprietari immobiliari che faticano a trovare inquilini per i loro locali.

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Dichiarazioni della Confartigianato Roma

Il processo di desertificazione in atto da alcuni anni è un fenomeno ormai strutturale, con il conseguente degrado e insicurezza percepiti sempre di più dai cittadini“, sottolinea Andrea Rotondo, presidente di Confartigianato Roma.

“L’esperienza in atto delle Reti d’impresa può contribuire ad arrestare questa tendenza, definendo politiche di sussidiarietà tra Roma Capitale e le aggregazioni degli esercenti commerciali ed artigiani di prossimità. Come Confartigianato, presenteremo una proposta di un vero e proprio patto territoriale che favorisca la rinascita economico-sociale dei territori urbani”

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Redazione STV

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