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SCIA Roma: Guida su Come Aprire un Negozio a Roma

Se stai pianificando di aprire un negozio o un’attività commerciale a Roma, è fondamentale considerare diversi aspetti cruciali. Tra questi, gli obblighi fiscali, gestiti dal tuo commercialista, sono di primaria importanza. Ma dovrai inoltre soddisfare le normative amministrative del Comune, che includono requisiti commerciali, urbanistici ed edilizi, nonché quelli catastali. Questi aspetti, invece, sono tipicamente competenza di tecnici quali geometri, architetti o ingegneri, purché possiedano l’esperienza necessaria per affrontare tali casistiche.

Adottare un approccio ben informato e consapevole è cruciale per prevenire ed affrontare le possibili difficoltà che potresti incontrare nel processo di apertura e gestione della tua attività. Collaborare strettamente con commercialisti e tecnici competenti ti permetterà di stabilire una solida base per la tua impresa, garantendo che tutti gli aspetti legali, fiscali e regolamentari siano adeguatamente gestiti.

Questa guida tecnica offre una panoramica su come aprire un negozio a Roma, coprendo vari aspetti fondamentali. Si parte dall’analisi del funzionamento generale dell’attività, esaminando poi le questioni fiscali (Agenzia delle Entrate) e societarie (Camera di Commercio). Per questi ultimi due ambiti, è consigliabile consultare un commercialista, che possiede le competenze specifiche per offrire dei buoni consigli.

L’ultima parte della guida si concentra sulla SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) “commerciale”, discutendo le implicazioni tecniche, edilizie e dei regolamenti locali. Per gestire questi aspetti, è necessario il supporto di un professionista tecnico, come un geometra, un architetto o un ingegnere, purché abbiano esperienza specifica in questo campo.

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Prima di iniziare con la parte tecnica che meglio ci compete, è doveroso fare delle premesse:

Esiste un’errata convinzione secondo cui sarebbe sufficiente inviare una comunicazione al Comune o aprire la partita IVA per avviare un’attività. Tuttavia, la burocrazia coinvolta in questo processo è tutto fuorché semplice e diretta. Per chiarire e semplificare l’iter burocratico necessario per aprire un’attività o un negozio a Roma, abbiamo sviluppato uno schema semplificato accessibile a tutti, con l’obiettivo di illustrare i passaggi corretti da seguire (vedi Immagine seguente):

Quando-si-deve-fare-la-SCIA

Apertura Partita IVA (Agenzia delle Entrate)

Se dobbiamo aprire un’attività, come chiarito nello schema dell’immagine soprastante, il primo passaggio è quello relativo all’apertura della Partita IVA.

Aprire una Partita IVA: Come si fa e quanto costa?

Come anticipato in apertura, è importante sottolineare che i tecnici, quali geometri, architetti o ingegneri, non hanno competenze in materia fiscale. Pertanto, per questioni fiscali, tra cui l’apertura di una partita IVA, è necessario rivolgersi a un commercialista. Tale professionista è essenziale per chiunque desideri avviare un’attività commerciale o professionale in Italia. La discussione sull’apertura della partita IVA viene inclusa in questa guida solo a scopo informativo.

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Ecco una panoramica del processo e dei costi associati:

Come aprire una partita IVA

  1. Determinazione dell’Attività: Prima di tutto, devi definire la natura della tua attività, sia essa commerciale, artigianale, agricola, professionale, o altro.
  2. Registrazione all’Agenzia delle Entrate: La registrazione può essere fatta personalmente presso l’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate o tramite un intermediario autorizzato (come un commercialista). È anche possibile effettuare la registrazione online attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate, se disponi dei codici PIN dell’INPS per l’accesso ai servizi telematici.
  3. Modulo AA9/12: Durante la registrazione, dovrai compilare e presentare il modulo AA9/12 (per le persone fisiche) o il modulo AA7/10 (per le società). Questi moduli richiedono informazioni sull’identità del titolare o dell’azienda, sulla tipologia di attività svolta, e altri dettagli rilevanti.
  4. Comunicazione Unica per l’avvio dell’attività: Se stai avviando un’attività, dovrai compilare anche la Comunicazione Unica, che include la registrazione all’INPS e, se necessario, all’INAIL, oltre alla richiesta di partita IVA.

Costi di apertura della partita IVA

  • Costi di Registrazione: La richiesta di partita IVA di per sé non ha un costo se effettuata direttamente dall’interessato. Tuttavia, se si utilizza un intermediario come un commercialista, i costi possono variare significativamente in base al professionista e alla complessità dell’attività.
  • Costi di Gestione: Dopo l’apertura, ci sono costi annuali di gestione contabile, che includono la predisposizione e presentazione di dichiarazioni fiscali, gestione dei libri contabili, e altre spese amministrative. Questi costi dipendono dalla complessità dell’attività e dal volume di affari.
  • Contributi Previdenziali: Se la tua attività è classificata come attività professionale, sarai soggetto a contributi previdenziali all’INPS. L’importo di questi contributi varia in base al reddito e alla categoria di appartenenza.

È importante notare che l’apertura della partita IVA rappresenta solo il primo passo; la gestione continua della contabilità e degli adempimenti fiscali richiede costante attenzione e, frequentemente, l’assistenza di un professionista. Dopo aver ottenuto la partita IVA, il passo successivo nell’avviare un’attività è la scelta del Codice Ateco, che identifica la categoria specifica dell’attività economica che si intende svolgere. Questa selezione è cruciale poiché influenzerà le future implicazioni fiscali e contributive.

Codice Ateco (Ateco Infocamere)

Il Codice Ateco (Attività Economica) è una classificazione utilizzata in Italia per identificare l’attività economica specifica svolta da un’impresa o un professionista. Ogni impresa al momento della registrazione deve scegliere un codice che rappresenti al meglio la sua principale attività economica. Questi codici sono parte di un sistema che aiuta l’amministrazione fiscale e altre entità governative a classificare e monitorare le attività economiche.

Chi è il professionista competente?

Il professionista più competente per assistere nella scelta del Codice Ateco è il commercialista. Il professionista verticalmente con esperienza e conoscenza delle normative fiscali e delle pratiche amministrative. Questo è importante perché un codice scelto correttamente può avere implicazioni sulle tasse, i contributi e altri obblighi legali e amministrativi, ma soprattutto perché non tutte le attività sono soggette a SCIA Commerciale. In base al Codice Ateco ed all’attività economica possiamo capire se l’attività è soggetta o meno alla SCIA Commerciale da presentare al SUAP del Comune di Riferimento.

Dove posso verificare i Codici Ateco esistenti?

I Codici Ateco possono essere consultati online. Il sito dell’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) è una delle principali fonti dove è possibile ricercare e verificare i Codici Ateco. L’Istat fornisce un elenco dettagliato e aggiornato, che può essere consultato liberamente per trovare il codice che meglio descrive l’attività economica di interesse. In alternativa, anche il sito dell’Agenzia delle Entrate offre risorse utili per la ricerca dei codici Ateco, inclusi i dettagli su come e dove applicarli correttamente.

In ultima battuta, come alternativa più semplificata e diretta, il portale Infocamere rappresenta una risorsa preziosa. Tramite questo portale è possibile inserire:

  • la tipologia di attività
  • il Comune in cui essa viene svolta

Il tutto per capire rapidamente quale sia il Codice Ateco appropriato, ma soprattutto per verificare se l’attività economica connessa sia soggetta alla SCIA Commerciale. Questa opzione offre un modo pratico ed immediato per ottenere le informazioni necessarie senza doversi addentrare in ricerche più complesse.

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SCIA Commerciale per Inizio Attività

A differenza dell’apertura della partita IVA e dell’assegnazione del Codice Ateco, compiti tipicamente affidati al commercialista, la SCIA Commerciale rappresenta una pratica decisamente più tecnica. Nonostante molti commercialisti e agenzie di servizi si cimentino in questa attività, è vivamente consigliato affidarsi a un tecnico competente come un geometra, un architetto o un ingegnere, i quali possiedono le competenze specifiche per gestire questa procedura.

La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) in ambito commerciale, rappresenta un passo cruciale per l’avvio di un’attività commerciale in Italia, da compiersi dopo aver ottenuto la partita IVA e aver selezionato il Codice Ateco appropriato, ma prima di effettuare la Comunicazione Unica alla Camera di Commercio (vedi immagine schema soprastante). La SCIA permette di iniziare l’attività immediatamente, pur rimanendo soggetta alla successiva verifica della conformità da parte dell’amministrazione (L. 241/90 e s.m.i. – Legge sul procedimento Amministrativo). Approfondiremo nel dettaglio la SCIA nel corso dell’articolo.

N.B.: A Roma, la procedura per la SCIA Commerciale ha delle peculiarità che richiedono un attenzione particolare. La piattaforma SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) di Roma Capitale interagisce con il sistema Telematico di Infocamere in un modo unico: se l’attività non è stata precedentemente registrata nel Registro delle Imprese (anche come impresa inattiva), non sarà riconosciuta dal sistema SUAP di Roma e, di conseguenza, non sarà possibile procedere con la SCIA. Data questa complessità del processo, specialmente a Roma, si raccomanda vivamente di avvalersi di un professionista con esperienza specifica in queste pratiche, per affrontare efficacemente le procedure amministrative necessarie all’avvio dell’attività.

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Comunicazione Unica – Camera di Commercio

Salvo Roma Capitale, che dispone di un portale SUAP con delle peculiarità specifiche, generalmente, dopo aver presentato la SCIA Commerciale, è necessario procedere con la Comunicazione Unica presso la Camera di Commercio. Questo passaggio è fondamentale per attivare l’attività o l’unità locale. La Comunicazione Unica è un processo digitale che consente agli imprenditori di effettuare contemporaneamente diverse richieste burocratiche tramite un unico invio. Questo strumento semplifica ed accelera le interazioni con la Pubblica Amministrazione, facilitando notevolmente l’avvio e la gestione delle attività commerciali.

A differenza della SCIA Commerciale, che richiede competenze tecniche specifiche, la gestione della Comunicazione Unica rientra strettamente nella competenza del commercialista. Quest’ultimo, grazie alla sua esperienza nel campo fiscale ed amministrativo, è assolutamente il professionista ideale per guidare gli imprenditori attraverso questo processo complesso.


Fine premesse:

Dopo le necessarie e dettagliate premesse, è ora di concentrarci su quello che ci compete più direttamente: la presentazione della SCIA Commerciale attraverso l’Ufficio SUAP al Comune di riferimento. Le premesse approfondite sono state essenziali per evidenziare che l’avvio di un’attività implica una serie di operazioni cruciali. Alcune di queste sono di competenza del commercialista, mentre altre richiedono l’intervento di tecnici quali geometri, architetti o ingegneri. È fondamentale che queste due figure professionali, tecniche e fiscali, lavorino in sinergia per raggiungere l’obiettivo comune dell’apertura dell’attività commerciale.


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Le attività soggette a SCIA Commerciale

  • Acconciatori (Parrucchieri), estetisti ed onicotecnica(Molto assimilabili ad un Laboratorio Non Alimentare)
  • Agenzie d’affari
  • Artigianato ed Attività varie
  • Commercio su area pubblica
  • Edicole
  • Impianti Produttivi (Impianti produttivi industriali ed Autolavaggi Self-Serice)
  • Lavanderie (Self-Service e Tintolavanderie)
  • Panificatori
  • Pubblici Esercizi
  • Somministrazione di alimenti e bevande
  • Tatuaggi o piercing (Laboratorio non Alimentare)
  • Oltre altre.

In questo articolo-guida nella fattispecie vedremo:

Commercio in sede fissa

Lo stesso può essere sia relativo al settore Alimentare che a quello Non Alimentare e così sotto diviso:

  • Attività di commercio all’ingrosso
  • Esercizio di commercio al dettaglio di vicinato (o commercio al dettaglio)
  • Forme speciali di vendita al dettaglio (Apparecchi automatici; Commercio elettronico; Spacci interni; Vendita per corrispondenza, televisione o altri sistemi di comunicazione; Vendite effettuate presso il domicilio dei consumatori)
  • Media e Grande Struttura di Vendita
  • Vendite straordinarie

N.B. – Si intendono:

  • piccole strutture di vendita gli esercizi commerciali aventi superficie di vendita al dettaglio in area privata con superficie di vendita inferiore a 250 mq;
  • medie strutture di vendita gli esercizi commerciali aventi superficie di vendita al dettaglio in area privata con superficie di vendita da 251 mq fino a 2500 mq;
  • grandi strutture di vendita gli esercizi commerciali aventi superficie di vendita al dettaglio in area privata con superficie di vendita superiore a 2500 mq.

Iscrizione Ta.Ri. (Iscrizione o Variazione AMA)

Per eseguire correttamente la presentazione della SCIA Commerciale, è fondamentale anche affrontare l’iscrizione alla Ta.Ri. attraverso AMA. Prima di tutto, è necessario verificare se si è già in possesso del Codice Utente e del Codice Utenza AMA. Questi codici sono essenziali per identificare l’iscrizione alla Ta.Ri., la tassa sui rifiuti che ogni attività commerciale deve pagare per finanziare i servizi di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti.

Se non si dispone dei codici di utenza, è necessario procedere con l’iscrizione presso AMA, (l’azienda municipale ambientale responsabile per la gestione dei rifiuti). L’allegazione dell’iscrizione è un documento essenziale ed obbligatorio al fine di procedere con la SCIA Commerciale.

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Vendita Funghi Freschi – Allegato C

Se l’attività commerciale riguarda la vendita di funghi freschi epigei, è necessario indicare i metri quadrati dell’area destinata alla vendita di questi prodotti e allegare l’Allegato C. Questo documento è denominato Dichiarazione dell’Incaricato alla Vendita di Funghi Freschi Epigei.

All’interno di questa dichiarazione, l’incaricato assume la responsabilità personale, ai sensi dell’art. 76 del D.P.R. n. 445/2000, per l’autenticità delle informazioni fornite. Deve dichiarare esplicitamente:

  • Di non essere soggetto a cause di divieto, di decadenza o di sospensione previste dal D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (normativa antimafia).
  • Di possedere i requisiti professionali stabiliti dall’art. 71, comma 1, del D. Lgs. n. 59 del 26 marzo 2010 s.m.i.
  • Di essere in possesso di un attestato di idoneità alla vendita di funghi epigei freschi spontanei, rilasciato da un’Azienda Sanitaria Locale (ASL). Gli estremi dell’attestato, inclusi l’ente emittente, la data di rilascio e il numero di protocollo, devono essere chiaramente indicati nella dichiarazione.

Queste informazioni sono essenziali per procedere in conformità con le normative vigenti e assicurare la sicurezza nella vendita di funghi freschi all’interno della SCIA Commerciale.

Notifica Sanitaria – ASL Settore Alimentare

Quando si avvia un’attività nel settore alimentare, che si tratti di vendita al dettaglio o vicinato, o di produzione in un laboratorio, è indispensabile presentare una Notifica Sanitaria all’Azienda Sanitaria Locale (ASL) di competenza. Questo è un requisito obbligatorio per garantire la conformità alle norme sanitarie vigenti.

Il procedimento di Registrazione, previsto dall’art. 6 del Regolamento CE 852/04, si innesca non appena la notifica dell’Operatore del Settore Alimentare (OSA) arriva al servizio competente. Tale notifica, che fa parte della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA Commerciale), deve essere trasmessa elettronicamente attraverso lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) territorialmente competente.

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Preposto SAB (ex REC) – Dichiarazione Preposto Alimentare

Il rappresentante legale di un esercizio di somministrazione alimenti e bevande deve essere presente fisicamente nel locale. Se il titolare non ha i requisiti professionali, può nominare un preposto qualificato, non necessariamente legato contrattualmente all’azienda e non sempre presente fisicamente.

Questo preposto assume tutte le responsabilità del ruolo. Il dichiarante mediante apposito modulo, consapevole delle responsabilità e delle pene per false attestazioni e dichiarazioni mendaci (art. 76 D.P.R. n. 445/2000), deve attestare l’assenza di cause di divieto, decadenza o sospensione (D.Lgs 6 settembre 2011, n. 159) e il possesso dei requisiti soggettivi richiesti (art. 71 del D. Lgs. n. 59 del 26 marzo 2010). È cruciale che il locale rispetti le normative di sicurezza e igiene e che sia iscritto al Registro delle Imprese. L’attività può iniziare subito dopo la presentazione della SCIA, a meno che non vi siano restrizioni comunali.

Vendita congiunta all’ingrosso e al dettaglio (L.R. n. 22/2019)

 Merci ingombranti ed a consegna differita (L.R. n. 22/2019)

Nell’ambito dell’esercizio commerciale, viene svolta la vendita congiunta all’ingrosso e al dettaglio di merci ingombranti e a consegna differita, come stabilito dall’articolo 29, comma 5, della Legge Regionale n. 22/2019. È quindi necessario specificare le categorie di prodotti che vengono trattati per conformarsi a queste disposizioni legislative. Le categorie di prodotti ammessi per questo tipo di vendita includono:

  1. Macchine, attrezzature ed articoli tecnici per l’agricoltura, l’industria, il commercio e l’artigianato;
  2. Materiale elettrico ed elettronico, colori e vernici, carte da parati;
  3. Ferramenta ed utensileria;
  4. Articoli per impianti idraulici, a gas ed igienici;
  5. Articoli per riscaldamento;
  6. Strumenti scientifici e di misura;
  7. Macchine per ufficio;
  8. Auto-moto-cicli e relativi accessori e parti di ricambio;
  9. Materiali per l’edilizia e ferramenta;
  10. Legnami;
  11. Mobili ed articoli di arredo;
  12. Grandi elettrodomestici;
  13. Prodotti e arredi da giardino.
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Centro Commerciale

Nel caso in cui l’attività commerciale sia situata all’interno di un centro commerciale, è fondamentale specificare nella Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA Commerciale) il nome del centro commerciale. Questo dettaglio è cruciale per identificare correttamente la localizzazione dell’attività nel contesto più ampio del centro commerciale. Inoltre, è necessario includere i dettagli dei provvedimenti amministrativi rilevanti, come segue:

  • Denominazione del Centro Commerciale
  • Numero e data del Provvedimento del centro commerciale stesso.

Attività di Panificazione

È necessario specificare nella modulistica della SCIA se l’attività di vicinato è parte di un’attività di panificazione. L’attività del panificatore è soggetta ad un’ulteriore presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) al Comune competente per territorio, tanto che qualora fossimo in questa casistica dovremmo indicare protocollo e data di presentazione della SCIA relativa alla Panificazione.

Questo passaggio è fondamentale per il Comune perché, qualora sussistano le condizioni previste dalla Legge n. 443/85 e dalla Legge Regionale n. 3/2015, l’attività potrebbe essere classificata come impresa artigiana. Essere riconosciuti come tale implica l’adesione a specifiche regole e prescrizioni sia da parte della Camera di Commercio che in ambito societario.

Attività inserita in Laboratorio

Simile per la situazione precedente, è necessario specificare nella modulistica della SCIA se l’attività di vicinato è parte di un’attività di Laboratorio (in questo caso può essere Alimentare o Non Alimentare). L’attività di Laboratorio, se inserita all’interno del Vicinato è soggetta ad un’ulteriore presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) al Comune competente per territorio, tanto che qualora fossimo in questa casistica dovremmo indicare protocollo e data di presentazione della SCIA relativa al Laboratorio.

A titolo esemplificativo, le attività classificabili come:

  • Laboratorio Alimentare includono: pizzerie a taglio, friggitorie, laboratori di pasta fresca, locali di preparazione piatti pronti (gastronomia), pasticcerie, rosticcerie, ecc.
  • Laboratori Non Alimentari includono: laboratori ottici, odontotecnici, ortopedici, tintolavanderie, servizi di toilettatura per animali, autolavaggi, onicotecnica, studi di tatuaggi e piercing, ecc.
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Vendita prodotti Specifici (Tabella A punto 1.10 D.Lgs. 222/2016)

Se rientriamo nell’elenco dei Prodotti Specifici delineati nella Tabella A punto 1.10 del D.Lgs. 222/2016, che include la vendita dei seguenti prodotti:

  • Prodotti agricoli e zootecnici, mangimi, prodotti di origine minerale e chimico industriali destinati all’alimentazione animale,
  • Alcolici al minuto,
  • Farmaci da banco e medicinali veterinari,
  • Gas petrolio liquefatto (GPL) per combustione,
  • Gas infiammabili in recipienti mobili compressi (D.Lgs. n. 504/1995),
  • Prodotti fitosanitari,
  • Oggetti preziosi,
  • Armi diverse da quelle da guerra,

non ci soffermeremo su ogni specifica casistica. Ognuna di queste, dato il particolare tipo di prodotti venduti, può richiedere la produzione diversi documenti od allegati che variano in complessità e devono essere seguiti attentamente in base al prodotto venduto. In sintesi, se la nostra attività rientra in una di queste categorie, dobbiamo essere particolarmente attenti alle implicazioni che possono derivare dalla vendita di tali prodotti.

Prevenzione Incendi


Nel caso l’attività da svolgere e da autorizzare mediante SCIA Commerciale rientri nella normativa della Prevenzione Incendi, è fondamentale selezionare l’opzione più idonea all’interno della modulistica SCIA, specificamente:

  1. Attività con superficie totale lorda, inclusi servizi e depositi (es. magazzini), superiore a 400 mq.
  2. Attività che rientra in uno dei punti dell’Allegato I al D.P.R. n. 151/2011.
  3. Attività non soggetta ai controlli di prevenzione incendi.

Nei primi due casi, data la complessità delle situazioni che variano a seconda dell’attività specifica e dell’immobile, sarà necessario essere in possesso, e pertanto allegare una delle seguenti documentazioni:

  • Certificato rilasciato dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, con indicazione della data e della validità, purché non scaduto e/o da rinnovare.
  • SCIA/DIA presentata al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, con indicazione della data e della validità, purché non scaduta e/o da rinnovare.

Insegna


Nel caso in cui l’attività commerciale disponga di un’insegna esterna, sarà necessario seguire queste procedure:

  1. Allegare la richiesta di rilascio di una nuova autorizzazione per l’insegna (pratica cosiddetta ordinaria – da effettuarsi nei tessuti storici di Piano Regolatore Generale e nel centro storico di Roma).
  2. Allegare una comunicazione per l’insegna (pratica cosiddetta semplificata – da effettuarsi nei tessuti rimanenti di Piano Regolatore Generale, non storici e non vincolati).

È importante ricordare che per “insegna di esercizio” si intende quella descritta conformemente alle forme previste dalla Deliberazione del Consiglio Comunale n. 260/97, articolo 6 delle norme tecniche generali.

L’autorizzazione dell’insegna rappresenta il provvedimento amministrativo che autorizza l’installazione dell’insegna, includendo eventuali faretti e tende come specificato nel provvedimento di autorizzazione. Questi elementi, sebbene distintamente elencati nel provvedimento, sono da considerarsi unitariamente, determinando complessivamente l’oggetto dell’autorizzazione e, di conseguenza, l’installazione autorizzata al cittadino. L’unitarietà dell’insegna è determinata dal contenuto del progetto tecnico.

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Vendita Cose antiche ed usate

All’interno della SCIA Commerciale, la vendita della cose antiche o usate (anche nel caso di macchine, orologi, gioielli ecc.) E’ necessario tenere un registro giornale degli affari ex art. 128 del T.U.L.P.S. (nella quale si allega autocertificazione del registro giornale), oppure si deve dichiarare di tenere il registro giornale delle operazioni ai sensi dell’art. 128 del T.U.L.P.S. e dell’art. 247 del Regolamento T.U.L.P.S., descrivendo in tutte e due le casistiche quale sia la tipologia di attività.

Dati Catastali

E’ obbligatorio inserire nella SCIA Commerciale i dati catastali, quali:

  • Foglio
  • Particella
  • Subalterno (se presente)

Se non in possesso, potete trovarli all’interno della Visura Catastale, Planimetria Catastale, Atti di Compravendita o Dichiarazioni di Successione, Contratti di Affitto od altri documenti contenenti i dati catastali.

Se non siete in possesso di tali documenti o non ve li ritrovati il Tecnico Professionista che vi seguirà su questa pratica sarà sicuramente in grado di reperirli con facilità.

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Dichiarazioni Antimafia di Altre persone (Allegato A)


Ogni titolare ed ogni socio (o chiunque ha un ruolo all’interno della società) dovranno obbligatoriamente compilare ed allegare alla modulistica SCIA, inclusi i documenti di riconoscimento in corso di validità, il Modulo denominato “Dichiarazioni di Altre Persone”. Questo modulo si riferisce ai soggetti di cui all’art. 85 del D.Lgs 159/2011 – Allegato A. Nel modulo, il dichiarante, consapevole delle responsabilità e delle pene previste dalla legge per false attestazioni e dichiarazioni mendaci, nonché della decadenza dei benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base di dichiarazioni non veritiere, assume la responsabilità personale ai sensi dell’art. 76 del D.P.R. n. 445/2000. Specificamente, il dichiarante deve indicare e dichiarare:

  1. Di essere cittadino di uno degli stati membri dell’Unione Europea; oppure,
  2. Di essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione Europea e in possesso del permesso di soggiorno;
  3. Di essere apolide;
  4. Di essere in possesso dei requisiti previsti dall’art. 71, commi 1 e 2 del D.Lgs n. 59/2010 s.m.i.
  5. Che, ai sensi dell’art. 89 comma 2 del D. Lgs. n. 159/2011, non sussistono nei propri confronti cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all’art. 67 del D. Lgs. 6 settembre 2011, n. 159.

Dichiarazioni relativamente ai Locali

Un aspetto spesso sottovalutato, poiché autocertificato, riguarda le dichiarazioni tecniche relative ai locali, con particolare attenzione agli aspetti urbanistici.

Infatti, nella Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), il dichiarante attesta che i locali di esercizio rispettano i regolamenti locali di polizia urbana, annonaria e di igiene e sanità, oltre ai regolamenti edilizi e alle norme urbanistiche, comprese quelle relative alle destinazioni d’uso, tra altre informazioni.

N.B.: È importante non basarsi solo sull’ultimo accatastamento o sull’ultima Comunicazione Inizio Lavori Asseverata (CILA) presentata per modifiche minori come lo spostamento di un tramezzo interno, ma cercare di ricostruire, per quanto possibile, la “catena di conformità” completa.

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In questo contesto, è anche necessario ricordare che all’interno della modulistica SCIA è obbligatorio dichiarare che tutti gli impianti installati nei locali sono conformi alle disposizioni del Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008, n.37, che regola gli impianti tecnici negli edifici.

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Divieto di Commercio ed Artigianato nel Città Storica di Roma

Ricorda che, per aprire una nuova attività di Vicinato (Commercio al dettaglio) o di Artigianato all’interno del Comune di Roma, è necessario che l’attività sia tutelata ai sensi dell’art. 10, comma 1, della D.A.C. n. 109/2023. Questa deve essere svolta nei tessuti urbani T1, T2, T3, T4, T5, situati in qualsiasi località, e T6, localizzati specificamente all’interno del Sito UNESCO. Inoltre, l’attività non deve essere vietata ai sensi dell’art. 13 della medesima D.A.C n. 109/2023.

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Deroga ASL – Autorizzazione Sanitaria (Sicurezza nei Luoghi di Lavoro)

Un altro aspetto meno conosciuto e a volte sottovalutato nella Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), ma di fondamentale importanza, riguarda la necessità di richiedere eventuali deroghe all’ASL di riferimento per locali adibiti a luoghi di lavoro che presentano caratteristiche particolari, come:

  1. Locali con un’altezza inferiore a 3,00 metri, per i quali è indispensabile ottenere una deroga dell’Art. 64 e del punto 1.2 dell’Allegato 4 del D.Lgs. 81/08. Questa deroga permette di utilizzare locali di altezza non conforme come luoghi di lavoro.
  2. Locali interrati per più del 50% rispetto al piano strada, per i quali è necessaria una deroga dell’Art. 65 del D.Lgs. n. 81/08. Questa consente di adibire i locali interrati a luoghi di lavoro.

È importante notare che la richiesta di queste deroghe non si conclude con la semplice protocollazione presso l’ASL di riferimento, ma richiede l’ottenimento di una Certificazione della Deroga, processo che può richiedere un tempo minimo di circa 180 giorni. Senza questa certificazione, non è possibile procedere con la presentazione della SCIA, specialmente se il dichiarante rappresenta una società con dipendenti.

Pertanto, è cruciale pianificare attentamente queste particolari (ma non impossibili) casistiche per evitare problemi o sorprese e raggiungere l’obiettivo desiderato.

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Impatto Acustico

All’interno della SCIA, nella gestione dell’impatto acustico per locali commerciali o negozi, è cruciale distinguere tra il modulo A/S e gli altri moduli (B/S, C/S, D/S) per comprendere le implicazioni normative e procedurali possiamo così esplicarle:

  • Modulo A/S: Questo modulo è destinato ai locali ritenuti non impattanti acusticamente. Si riferisce a quelle attività che, per natura e dimensione, non producono livelli di rumore che possono disturbare l’ambiente circostante. Una caratteristica distintiva del modulo A/S è che permette al gestore del locale di autocertificare l’assenza di un impatto acustico significativo nel contesto della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA). Ciò implica che, per il modulo A/S, non è necessario l’intervento di un tecnico certificatore per attestare la conformità alle normative sull’impatto acustico. L’autodichiarazione semplifica le procedure amministrative, ma richiede una valutazione responsabile e accurata da parte del gestore dell’attività.
  • Modulo B/S; Modulo C/S e parere/nulla osta di impatto acustico ambientale; Modulo D/S: Queste categorie, associate a un maggiore potenziale impatto acustico, necessitano di una documentazione tecnica dettagliata che confermi il rispetto dei limiti di emissione sonora e dei requisiti di isolamento acustico stabiliti dalla normativa. Tale documentazione deve essere redatta, timbrata e firmata da un tecnico certificatore qualificato. Il tecnico è tenuto a fornire una valutazione tecnica approfondita, inclusi i calcoli dell’isolamento acustico necessario e le misure di mitigazione del rumore implementate. La documentazione tecnica deve poi essere allegata alla SCIA in formato elettronico (file con estensione “.p7m”) e firmata digitalmente dal tecnico, garantendo l’integrità e l’autenticità del documento. Questo processo è essenziale per assicurare che l’attività sia conforme alle normative sul controllo dell’inquinamento acustico, proteggendo così l’ambiente e il benessere della comunità.

In conclusione, mentre le attività nel modulo A/S possono procedere con un’autocertificazione, quelle nei moduli B/S, C/S e D/S richiedono l’intervento di un tecnico certificatore che verifichi la conformità dell’attività alle norme sull’impatto acustico. Questa distinzione sottolinea l’importanza di valutare accuratamente il potenziale impatto acustico della propria attività commerciale fin dalla pianificazione, seguendo le procedure adeguate per garantire la conformità con le normative vigenti.

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Conclusioni e Consigli Finali

Dalle numerose informazioni discusse in questo articolo, è evidente che aprire un negozio o un’attività commerciale, specialmente a Roma, non è una cosa semplice. La complessità delle normative e dei requisiti necessari richiede un’attenzione scrupolosa e una conoscenza approfondita delle procedure amministrative.

Pertanto, è fortemente consigliabile affidarsi alla consulenza di un tecnico specializzato nella gestione delle pratiche SCIA e nella comprensione delle normative locali. Per aiutarti a valutare la fattibilità, i costi e i tempi necessari per l’avvio della tua attività, offriamo una consulenza gratuita con uno dei nostri professionisti esperti. Non esitare a contattarci per programmare il tuo appuntamento e fare il primo passo verso la realizzazione del tuo progetto imprenditoriale.

Aprire un Negozio a Roma: FAQ

Il Registro delle Imprese: A cosa Serve?

Il Registro delle Imprese è gestito dalla Camera di Commercio e funge da database ufficiale che raccoglie i dati relativi a tutte le imprese italiane. Questo registro contiene informazioni essenziali come la forma giuridica dell’impresa, i dati anagrafici, la sede legale, l’oggetto sociale, e le eventuali filiali od unità locali.

La Camera di Commercio è responsabile della gestione di questo registro, garantendo l’aggiornamento e l’accuratezza delle informazioni. Nell’ambito della gestione e aggiornamento del Registro delle Imprese, il commercialista svolge un ruolo cruciale. Grazie alla sua competenza in materia fiscale e legale, il commercialista è il professionista preposto a guidare le imprese nella registrazione e mantenimento delle informazioni corrette e aggiornate, assicurando così la conformità con le normative vigenti.

Come evidenziato nell’articolo, l’apertura di un’attività non si limita solamente alla registrazione presso il Registro delle Imprese (gestito dalla Camera di Commercio). In realtà, ciò rappresenta solo uno dei numerosi passaggi necessari. Una serie di adempimenti aggiuntivi è indispensabile per assicurare una corretta e completa attivazione dell’attività. Questi includono la gestione fiscale, la conformità legale e amministrativa, oltre all’ottenimento di eventuali licenze o autorizzazioni specifiche, come la SCIA. Ogni fase deve essere attentamente gestita per garantire la buona riuscita dell’avvio dell’impresa.

Aprire una Ditta Individuale: Guida su Costi e Tasse

Aprire una ditta individuale implica la gestione di diversi costi e tasse, che variano a seconda dell’attività e della località:

  • Costi di avvio: Includono la registrazione alla Camera di Commercio tramite la Comunicazione Unica, che generalmente ha un costo fisso, sempreché l’attività sia da iscrivere in Camera di Commercio o riguarda un Professionista. Potrebbero pertanto esserci altri costi legati alla necessità per i quali è necessaria sempre la consulenza di un commercialista.
  • Tasse e contributi: Il titolare di una ditta individuale è soggetto al pagamento dell’IRPEF sul reddito aziendale, oltre ai contributi INPS. La misura di questi contributi e delle tasse dipende dal reddito annuo e può variare sensibilmente.
  • Regime fiscale: Le ditte individuali possono optare per il regime ordinario o per regimi agevolati come il regime forfettario, che prevede un’imposizione fiscale ridotta sotto certe soglie di reddito e semplifica notevolmente la gestione contabile.

È fondamentale considerare l’assistenza di un commercialista per analizzare al meglio le complessità fiscali e assicurare che tutti gli obblighi legali e burocratici siano adeguatamente gestiti. Questo aiuta a prevenire errori che potrebbero risultare in sanzioni o problemi legali in seguito.

Come trattato nell’articolo, per l’apertura di un Attività è necessario non solo il Registro delle Imprese (Camera di Commercio), ma una serie di altri adempimenti atti a determinare la buona riuscita per l’apertura dell’Attività, tra cui la SCIA Commerciale presso il Comune.

Dichiarazioni (DPR 445/2000) – Autodichiarazioni

La SCIA Commerciale implica la presentazione mediante autodichiarazione (ai sensi del DPR 445/2000) che attestano il possesso dei requisiti necessari per l’esercizio dell’attività, come ad esempio le dichiarazioni edilizie, di conformità alle norme della polizia locale, di agibilità degli spazi commerciali, e altri aspetti rilevanti. È essenziale che queste dichiarazioni siano veritiere e accurate.

L’accuratezza di queste informazioni è critica: eventuali dichiarazioni false o mendaci possono esporre l’imprenditore a sanzioni legali, comprese multe o altre penalità amministrative. Inoltre, la presentazione di informazioni non veritiere può portare alla revoca delle licenze o delle autorizzazioni concesse, oltre a compromettere la reputazione dell’impresa.

Pertanto, è vitale per l’imprenditore verificare scrupolosamente tutti i requisiti e le condizioni dichiarate nella SCIA Commerciale. A tal fine si consiglia una consulenza specializzata, al fine di comprendere con un professionista, documenti, rischi e costi da affrontare.

Immagine di Kamil Macniak by shutterstock

Geom. Dario Varrà

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