In risposta alla revisione del deficit al 7,2% per il 2023, un nuovo DL per eliminare lo sconto in fattura e la cessione del credito.
Come un fulmine a ciel sereno, il panorama normativo italiano subisce una svolta drastica con l’introduzione di una bozza riguardante un nuovo provvedimento d’urgenza che riscrive le regole del Superbonus e dell’agevolazioni fiscali collegate. A poche settimane dalla conversione in legge del Decreto Legge n. 212/2023, emerge un’ulteriore stretta governativa che mira a riformare profondamente il sistema di incentivi nel settore edilizio.
Nonostante le restrizioni già imposte, il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha deciso per una misura drastica: l’eliminazione totale dell’opzioni alternative, quali lo sconto in fattura e la cessione del credito, ancora permesse dall’art. 121 del Decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020).
La decisione potrebbe colpire direttamente:
- Gli interventi volti al Superbonus
- Gli interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche, beneficiari del bonus al 75% come previsto dall’art. 119-ter del Decreto Rilancio;
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La Necessità d’intervento ed il Contesto Economico
Il Ministro dell’Economia, sottolineando la critica necessità di agire, ha portato all’attenzione i dati più recenti dell’ISTAT, che indicano un’imprevista necessità di correggere verso l’alto le previsioni del deficit per il 2023, portandolo al 7,2%. Questa situazione non è nuova. In questo scenario, diventa fondamentale intraprendere azioni mirate a migliorare non solo l’efficacia ma anche la sostenibilità a lungo termine delle nostre politiche d’incentivo.
Nuove Regole su Cessione e Sconto
Ancora in attesa della pubblicazione ufficiale del testo, le linee guida del decreto emerse dal comunicato stampa del Governo delineano un quadro normativo rinnovato:
- Superbonus e Interventi nei Crateri Sismici: la bozza prevede la cessazione dell’opzione di cessione del credito e dello sconto in fattura per i nuovi progetti di Superbonus, inclusi quelli nei crateri sismici, se non già avviati o deliberati. Una misura che ha generato malcontento e dibattiti politici, evidenziando la complessità di bilanciare stimoli economici e sostenibilità fiscale.
- Comunicazione Preventiva e Nuove Restrizioni per Demolizioni e Ricostruzioni: la bozza introduce un inasprimento delle condizioni già stabilite dal Decreto salva spese di febbraio, riguardanti il Superbonus. In particolare, la possibilità di optare per lo sconto in fattura o la cessione del credito è ora circoscritta esclusivamente ai progetti di demolizione e ricostruzione per i quali era stata inoltrata la richiesta di titolo abilitativo prima dell’entrata in vigore del decreto. Questo meccanismo era precedentemente permesso con alcune limitazioni e lasciava aperte le opzioni per il Bonus Barriere del 75%. Con l’attesa del testo definitivo, emergono interrogativi sulle possibili implicazioni anche per questa agevolazione.
- Impatto su Edilizia Pubblica e Terzo Settore: la bozza di decreto estende le sue restrizioni anche agli interventi promossi da IACP, cooperative e Onlus, limitando l’accesso alle opzioni di finanziamento a lavori già in corso o autorizzati prima dell’entrata in vigore della normativa.
- Bonus per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche: viene inoltre introdotto un netto distinguo tra lavori condominiali e interventi individuali. Mentre per i primi restano valide le opzioni di cessione del credito e sconto in fattura, i lavori privati in casa ne sono esclusi, a meno che non rientrino in specifiche condizioni già avviate.
- Revisione delle Spese del 2023 e Remissione in Bonis: Una delle misure più discusse riguarda l’eliminazione della possibilità di remissione in bonis per le cessioni di spese effettuate nel 2023, restringendo così le opportunità per i contribuenti di recuperare crediti fiscali.