Superbonus: Eurostat da il via libera alla

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Superbonus: Eurostat da il via libera alla

Superbonus: Eurostat da il via libera alla “non pagabilità” per i crediti 2024

Superbonus: Eurostat da il via libera alla

Una boccata d’ossigeno per il governo italiano: l’Eurostat classifica i crediti Superbonus maturati a partire dal 2024 come “non pagabili”, permettendo di spalmare l’impatto su un decennio e ridurre la pressione sul deficit pubblico.

Il governo italiano può finalmente tirare un sospiro di sollievo. L’Eurostat, l’ente di statistica europeo, ha infatti stabilito che il Superbonus maturato a partire dal 2024 sarà considerato come “non pagabile” nei conti pubblici. Questa decisione ha un impatto decisamente importante, in quanto permette di spalmare l’impatto economico dell’incentivo su un periodo di dieci anni, alleviando la pressione sul deficit pubblico italiano.

Ricordiamo che il deficit, nel 2024, aveva superato il 7%, il dato più alto tra i paesi dell’eurozona, spingendo Bruxelles ad aprire una procedura d’infrazione contro l’Italia.

Il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, aveva espresso più volte la sua preoccupazione riguardo l’effetto devastante del Superbonus sui conti pubblici, definendolo una “droga” ed una “valanga”. L’intervento normativo del decreto legge di marzo, convertito in legge a maggio, ha introdotto la possibilità di portare in detrazione le spese sostenute per il Superbonus in dieci anni anziché in quattro.

Eurostat classifica crediti 2024 come “non pagabili”, alleggerendo il deficit

L’Eurostat, ha diramato un parere ufficiale all’Istat in merito alla classificazione dei crediti d’imposta legati al Superbonus. La novità principale riguarda il 2024: i crediti maturati a partire da quest’anno saranno considerati “non pagabili” nei conti pubblici.

In parole semplici, questo significa che il governo italiano non dovrà registrare l’intero importo dei crediti come debito pubblico nell’anno in cui vengono generati. Questo avrà un effetto positivo sul deficit di bilancio, che nel 2024 aveva raggiunto livelli preoccupanti, spingendo l’Unione Europea ad avviare una procedura di infrazione contro l’Italia.

La nuova classificazione “non pagabile” permette al governo di distribuire l’impatto economico del Superbonus su un periodo di tempo più lungo, alleggerendo la pressione immediata sul deficit.

Tuttavia, è importante sottolineare che questa nuova classificazione si applica solo ai crediti maturati a partire dal 2024. Per i crediti generati tra il 2020 e il 2023, la classificazione rimane “pagabile”, con un impatto sul deficit concentrato negli anni di effettiva attivazione del Superbonus.

Superbonus: nuova classificazione Eurostat

La nuova classificazione rappresenta un sollievo per il Ministero dell’Economia, soprattutto alla luce del ritorno in vigore del Patto di stabilità europeo dal 2024, che impone criteri stringenti per il rientro dei deficit pubblici in eccesso. La decisione di Eurostat consente di diluire l’impatto del Superbonus sul deficit, facilitando la manovra economica del prossimo anno.

Una delle novità più importanti introdotte dalla legge di maggio 2024 sul Superbonus è la possibilità di detrarre le spese sostenute a partire dal primo gennaio 2024 in dieci anni, anziché nei quattro anni previsti in precedenza.

Questa modifica ha l’obiettivo di:

  • ridurre l’impatto immediato sul deficit pubblico;
  • rendere il Superbonus più accessibile alle famiglie;
  • favorire la realizzazione degli interventi di efficientamento energetico ed antisismico.

Procedura per deficit eccessivo: l’Italia verso il confronto europeo

La Commissione Europea ha avviato ufficialmente la procedura per deficit eccessivo per l’Italia, insieme ad altri cinque Stati membri. Il 19 maggio è stato il via libera formale, e il processo è già passato al vaglio del Comitato Economico e Finanziario (Efc). La tappa successiva sarà il Consiglio Ecofin del 16 luglio.

Tuttavia, non ci si aspettano sanzioni immediate. Le raccomandazioni specifiche della Commissione su come ridurre il decifit arriveranno solo a novembre. Per ora, l’obiettivo è avviare un dialogo costruttivo con l’Italia per individuare le misure più adeguate per il rientro dal deficit.

Superbonus: Eurostat da il via libera alla

Redazione STV

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