Superbonus: Stop Cessione, Rate su 10 Anni, Bonus Casa al 30% dal 2028

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Superbonus: Stop Cessione, Rate su 10 Anni, Bonus Casa al 30% dal 2028

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Superbonus: Stop Cessione, Rate su 10 Anni, Bonus Casa al 30% dal 2028

Decreto Superbonus approvato: cambia tutto per detrazioni, bonus barriere architettoniche e sismabonus.

Con l’approvazione del decreto Superbonus al Senato (D.L. 39/2024), avvenuta con 101 voti favorevoli e 64 contrari, sono state introdotte significative novità per le agevolazioni fiscali relative alle ristrutturazioni edilizie in Italia. Il decreto, che ora procede verso l’approvazione finale alla Camera, deve essere convertito in legge entro il 28 maggio. Vediamo le principali modifiche introdotte e i loro impatti su cittadini ed il settore edilizio.

Superbonus, Sismabonus e Bonus Barriere Architettoniche: detrazioni fiscali in 10 anni

Una delle novità di maggiore rilievo riguarda l’allungamento dei termini per le detrazioni fiscali legate al Superbonus, al Sismabonus e al Bonus Barriere Architettoniche. Le detrazioni per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2024 dovranno essere ripartite in dieci anni. Questo rappresenta un cambiamento significativo rispetto alla normativa precedente che prevedeva una detrazione in 4 o 5 anni. Ad esempio, una spesa di 20.000 euro per il superbonus permetterà un recupero di 2.000 euro all’anno. Questa misura è applicabile anche a chi ha già iniziato i lavori, ma non si estende ai crediti d’imposta derivanti da cessioni o sconti in fattura, che continueranno ad essere ripartiti secondo le vecchie regole.

Riduzione del Bonus Casa al 30% dal 2028

Per bilanciare i costi dell’allungamento dei termini per le detrazioni, il decreto prevede una riduzione temporanea del Bonus Casa. Fissato attualmente al 50%, il bonus sarà portato all’aliquota ordinaria del 36% a partire dal 1° gennaio 2025, su un massimo di spesa di 48.000 euro. Dal 1° gennaio 2028, l’aliquota sarà ulteriormente ridotta al 30% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2033. La detrazione per l’acquisto di abitazioni in edifici interamente ristrutturati dalle imprese rimarrà fissata al 36%.

Ne abbiamo parlato ampiamente in precedenza in un’articolo dedicato.

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Modifiche alla Cessione dei Crediti e Sconto in Fattura

Il decreto ha introdotto inoltre specifiche modifiche per la cessione dei crediti e lo sconto in fattura, regolamentazioni cruciali per il settore edilizio. Come anticipato dalla nostra redazione già al momento della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto-legge n. 39 del 29 marzo 2024, queste modifiche influenzeranno direttamente le modalità con cui imprese e cittadini potranno beneficiare dei “vecchi” meccanismi alternativi di Detrazione Fiscale.

In buona sostanza, il decreto pone un definitivo stop alla possibilità di cedere crediti o applicare lo sconto in fattura per le rate residue di spese effettuate negli anni passati, con l’intento di controllare meglio l’utilizzo delle risorse statali e limitare le speculazioni. Questa restrizione ha come obiettivo quello di garantire una maggiore equità e a concentrare le risorse su interventi più urgenti e significativi dal punto di vista sociale ed economico.

Tuttavia, una specifica eccezione è stata introdotta per gli interventi di recupero e ricostruzione di edifici nelle zone colpite da terremoti. Per l’anno 2024, è stato stanziato un budget di 400 milioni di euro per questi interventi, di cui 70 milioni sono riservati specificamente agli eventi sismici del 6 aprile 2009.

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Stop alla cessione delle rate residue dal 2024

Abbiamo già introdotto questo argomento nella sezione precedente; tuttavia, è fondamentale approfondirne ulteriormente i dettagli per garantire una completa comprensione.

A partire dal 2024, sarà vietato cedere le rate residue delle detrazioni. Una volta avviata la detrazione, questa dovrà essere utilizzata completamente nei dieci anni previsti, senza possibilità di vendere le rate future. Tale restrizione si applica anche retroattivamente alle spese già sostenute, una volta che il decreto diventa legge.

Stretta sulle compensazioni per crediti d’imposta: novità 2025

Il decreto riscrive regole più severe sulle compensazioni effettuate da:

  • banche;
  • intermediari finanziari;
  • assicurazioni

che hanno acquistato i crediti d’imposta a un prezzo inferiore al 75% del valore nominale. Dal 2025, queste quote dovranno essere ripartite in sei anni. Inoltre, viene vietata la compensazione dei crediti d’imposta con i contributi previdenziali. Questo divieto, che entrerà in vigore dal 2025, non si applicherà ad altre imprese o professionisti.

Oltre ai Bonus Fiscali ed Edilizi, il Decreto estende la sua attenzione a questioni correlate di natura pubblica e sociale, tra cui:

Premi ai Comuni per controlli su ristrutturazioni edilizie

I Comuni avranno un ruolo più attivo nei controlli sugli edifici riqualificati. Quelli che segnaleranno alla Guardia di Finanza e all’Agenzia delle Entrate interventi inesistenti o parziali di riqualificazione energetica e antisismica riceveranno un riconoscimento economico pari al 50% delle maggiori somme riscosse definitivamente relative a tributi statali e alle connesse sanzioni.

Contributi per i Terremotati

Il decreto introduce un contributo per il Superbonus su immobili danneggiati da terremoti successivi al 1° aprile 2009, esclusi gli eventi in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Un fondo di 35 milioni di euro per il 2025 finanzierà questa iniziativa, con un decreto ministeriale che stabilirà le modalità di quantificazione e di domanda.

Image by freepik

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Redazione STV

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