Il testo della Direttiva EPBD, approvato dalla Commissione ITRE del Parlamento europeo, rappresenta un avanzamento significativo verso l’obiettivo di una edilizia sostenibile. La direttiva “Case Green” stabilisce parametri chiari per la transizione verso un parco edilizio più ecologico e con un maggiore focus sull’efficienza energetica.
La Rivoluzione Tecnologica nell’Edilizia
La Direttiva EPBD introduce l’uso estensivo di tecnologie avanzate come i sistemi di:
- Building Automation Control Systems (BACS).
Il termine “building automation” (traducibile in italiano come “automazione degli edifici”) si riferisce alla disciplina che si occupa dell’automazione delle funzioni degli impianti in edifici non residenziali, quali alberghi, scuole o ospedali. L’obiettivo della building automation è quello di migliorare le prestazioni dell’edificio e di incrementare i livelli di vivibilità, comfort e sicurezza negli spazi interni.
La gestione integrata e automatizzata degli impianti può comportare numerosi vantaggi, tra cui il risparmio energetico, un miglioramento del comfort e un aumento della sicurezza per gli occupanti.
- e lo Smart Readiness Indicator (SRI).
Possiamo definirlo come un indicatore condiviso da tutti i paesi membri dell’Unione Europea. Questo strumento ha l’obiettivo di stabilire un metodo di calcolo per classificare il livello di “intelligenza” di un edificio basandosi su diversi parametri.
L’introduzione dello SRI mira a diversi scopi specifici. Innanzitutto, aumentare la consapevolezza degli utenti finali, ma anche di progettisti e operatori nel settore immobiliare, riguardo ai benefici di edifici dotati di tecnologie che permettono una gestione largamente automatizzata degli impianti. Questo si traduce in vantaggi tangibili in termini di riduzione dei consumi energetici e miglioramento del comfort. Inoltre, lo SRI intende incentivare, anche economicamente, gli investimenti degli stakeholder in tecnologie “smart”, promuovendone l’adozione.
Questi sistemi giocheranno un ruolo fondamentale nell’ottimizzazione dell’uso dell’energia, riducendo significativamente le emissioni e i costi energetici.
Gli edifici saranno dotati di sistemi che consentono una gestione più efficiente delle risorse energetiche, garantendo contestualmente un maggiore comfort abitativo.
Nuovi Standard per gli Edifici
Dal 2028, tutti i nuovi edifici pubblici dovranno rispettare lo standard Zero Emission Building (ZEB), inoltre dal 2030 lo stesso standard sarà esteso a tutti i nuovi edifici. Questi standard imporranno requisiti più severi in termini di efficienza energetica e uso di energie rinnovabili.
La direttiva prevede anche l’obbligo di predisposizione degli edifici nuovi per:
- impianti fotovoltaici e solari sui tetti, a partire dal 2027 per gli edifici pubblici non residenziali esistenti.
Ristrutturazioni e Riqualificazioni
La direttiva EPBD pone un forte accento sulle ristrutturazioni e le riqualificazioni degli edifici esistenti, prevedendo:
- entro il 2030, che gli edifici residenziali dovranno essere ristrutturati per raggiungere la classe energetica E e la classe D entro il 2033.
Per gli edifici non residenziali e pubblici, le scadenze sono invece fissate:
- al 2027 con il raggiungimento della classe E;
- e al 2030 per il raggiungimento minimo della classe D.
Tali interventi possono includere:
- l’installazione di cappotti termici;
- la sostituzione di infissi;
- e l’installazione di nuove caldaie a condensazione;
- l’installazione di pannelli solari.
Leggi inoltre l’articolo completo: Case Green e Direttiva EPBD: Un Cambiamento Radicale nell’Edilizia Europea
Esenzioni e Impatto sugli Edifici Italiani
La direttiva prevede esenzioni per alcuni tipi di edifici quali:
- Immobili situati all’interno dei storici (dove le migliorie energetiche ed edilizie, poco si sposano con la tutela patrimoniale ed artistica in taluni casi dei centri storici)
- le chiese,
- e le seconde case, benché queste siano utilizzate meno di 4 mesi all’anno (sarà anche qui da comprendere come l’Italia recepirà il concetto di temporaneità).
Quello che attualmente emerge è che In Italia, esiste un numero significativo di edifici esistenti. Questi con certezza potrebbero non essere in grado di soddisfare i nuovi requisiti energetici. Stime iniziali suggeriscono che molti degli edifici residenziali non rispondano alle performance energetiche richieste, richiedendo quindi politiche di incentivazione fiscale per facilitare i processi di adeguamento.
Riforma del Sistema di Detrazioni Fiscali
La Direttiva EPBD è strettamente collegata alle detrazioni fiscali, incentivate per promuovere l’uso razionale dell’energia e la riduzione dei consumi.
Si dovrà ben comprendere come un eventuale riforma prevista nel testo mira a superare la frammentazione attuale delle detrazioni, proponendo un testo unico per ottimizzare i tempi e ridurre i costi di riqualificazione.
Questo, ad oggi con certezza includerà aliquote distribuite in 10 anni e si concentrerà principalmente sulle unità immobiliari soggette all’obbligo della direttiva, ammettendo interventi sia singoli di varia natura che di riqualificazione energetica profonda.
Finanziamenti e Mutui Green
La direttiva prevede misure di finanziamento, come i mutui green, per accompagnare le ristrutturazioni degli edifici con prestazioni peggiori e ridurre la povertà energetica. Inoltre, ogni Stato Membro dovrà assicurarsi che vengano applicate correttamente le misure di salvaguardia per i locatari, contribuendo a prevenire il rischio di sfratto a causa di aumenti sproporzionati degli affitti in seguito a ristrutturazioni.
Sostenibilità e Mobilità
La mobilità sostenibile è un altro obiettivo chiave della Direttiva EPBD.
Il testo stabilisce l’incoraggiamento di:
- un’installazione di punti di ricarica per veicoli elettrici e aree per biciclette negli edifici ristrutturati.
Inoltre, gli Stati Membri saranno tenuti a rimuovere gli ostacoli che impediscono la realizzazione di queste infrastrutture, consolidando così il “diritto alla connessione” come una realtà.
Caldaie a Combustibile Fossile
Un punto critico della direttiva è la graduale eliminazione delle caldaie alimentate a combustibili fossili.
- A partire dal 2025, saranno vietate le sovvenzioni per l’installazione di nuove caldaie a combustibile fossile, con l’obiettivo di eliminarle completamente entro il 2040.
Questo impone agli Stati Membri di definire misure specifiche per la cosiddetta decarbonizzazione dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento.
Leggi inoltre l’articolo completo: Direttiva Europea EPBD: L’UE Rinvia il Divieto sulle Caldaie a Gas
Immagine di Freepik

