Negozi e commercio
Esercizi di vicinato, vendita alimentare e non alimentare, variazioni e trasferimenti.
Devi aprire, trasferire o modificare un'attività a Roma? Prima di presentare la pratica verifichiamo che il locale, la zona e i requisiti tecnici siano compatibili con l'attività che vuoi esercitare.
Lo Studio Tecnico Varrà segue attività commerciali, artigianali e di servizi, coordinando quando necessario verifica urbanistica, pratiche edilizie, requisiti igienico-sanitari, Catasto, somministrazione, OSP, insegne e ulteriori adempimenti collegati.
Indicaci attività, indirizzo, superficie, destinazione attuale e lavori previsti. La verifica preventiva può evitare di assumere un locale che non soddisfa i requisiti necessari.
La SCIA commerciale è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività utilizzata per avviare o modificare determinate attività economiche quando la normativa prevede questo regime amministrativo. A Roma la pratica viene gestita telematicamente tramite il SUAP.
Riguarda l'avvio o la modifica di un'attività economica e viene gestita nell'ambito dei procedimenti SUAP.
Riguarda determinati interventi edilizi sull'immobile e segue un procedimento tecnico diverso.
L'apertura commerciale e i lavori devono essere coordinati, ma restano procedimenti distinti.
Il procedimento cambia in base alla tipologia di impresa. Non tutte le attività utilizzano la stessa SCIA e alcune possono essere soggette a regimi amministrativi differenti.
Esercizi di vicinato, vendita alimentare e non alimentare, variazioni e trasferimenti.
Bar, ristoranti e attività di somministrazione di alimenti e bevande.
Laboratori e attività artigianali, verificando il regime oggi applicabile.
Acconciatori, estetisti e attività con requisiti professionali e igienico-sanitari specifici.
Procedimenti che coinvolgono anche la disciplina di pubblica sicurezza.
Depositi, esposizioni, distributori automatici e ulteriori attività produttive o di servizio.
Dal 1° gennaio 2025 il D.L. 19/2024 ha eliminato, per le attività artigianali ricomprese nelle relative tabelle, alcuni titoli abilitativi, segnalazioni e comunicazioni. Questo non significa però che siano scomparsi tutti gli adempimenti.
Per alcune attività artigiane l'avvio non richiede più una SCIA commerciale in senso stretto.
Ambiente, sanità, sicurezza, requisiti professionali, impianti, urbanistica e altre discipline possono continuare a richiedere comunicazioni, SCIA o autorizzazioni specifiche.
Roma Capitale ha chiarito che per i laboratori artigianali soggetti alla disciplina della DAC 109/2023 nella Città Storica resta l'obbligo della SCIA prevista dal regolamento capitolino.
Un locale apparentemente adatto può presentare problemi urbanistici, funzionali o sanitari incompatibili con l'attività prevista.
Stato legittimo, precedenti edilizi e destinazione d'uso del locale.
Coerenza tra stato reale, planimetrie e spazi necessari all'attività.
Verifica dei requisiti dimensionali applicabili al caso concreto.
Particolarmente rilevanti per laboratori, somministrazione e attività con permanenza di persone.
Numero, caratteristiche, accessibilità e rapporto con l'uso previsto.
Compatibilità degli impianti con attrezzature, potenze e ciclo di lavoro.
Se il locale presenta opere non autorizzate, la pratica commerciale non regolarizza automaticamente lo stato dell'immobile.
La SCIA riguarda l'esercizio dell'attività e presuppone la correttezza delle dichiarazioni e dei requisiti del locale.
Prima dell'apertura va verificato se serva una pratica edilizia, una sanatoria, un ripristino o un semplice aggiornamento documentale.
Quale attività vuoi realmente esercitare e con quali servizi?
Può ospitarla urbanisticamente e tecnicamente?
Quali prescrizioni sanitarie, professionali o funzionali si applicano?
Esistono limitazioni territoriali, vincoli o regole della Città Storica?
SCIA, autorizzazione, comunicazione o altro adempimento SUAP?
La DAC 109/2023 disciplina le attività commerciali e artigianali nella Città Storica e nell'area UNESCO, prevedendo attività consentite, attività tutelate, prescrizioni e specifici divieti.
Una stessa attività può avere un regime differente a seconda della localizzazione del locale.
Nel Centro Storico la verifica della disciplina commerciale deve precedere il contratto di locazione o l'acquisto dell'azienda.
Prima di impostare la pratica controlliamo l'attività rispetto alle regole territoriali applicabili.
Le attività di somministrazione a Roma seguono anche la disciplina comunale della DCC 35/2010 e la normativa regionale. Fuori dagli Ambiti di tutela l'avvio avviene, nei casi previsti, tramite SCIA; negli Ambiti di tutela possono applicarsi regimi più restrittivi e autorizzativi.
Superficie di somministrazione, servizi e spazi di preparazione devono essere verificati.
Il locale e il ciclo di lavorazione devono rispettare le prescrizioni applicabili.
Va valutata in relazione al tipo di esercizio e alla configurazione dei locali.
Cucine, laboratori e locali destinati al pubblico richiedono verifiche specifiche.
Quando necessaria può coinvolgere facciata, condominio, vincoli e pratiche edilizie.
La disciplina romana prevede criteri e regole differenti in funzione della localizzazione.
Requisiti professionali, locali, servizi e aspetti igienico-sanitari.
Attività soggette anche a requisiti e disciplina di pubblica sicurezza.
Il procedimento dipende dalla configurazione e dal tipo di vendita esercitata.
L'apertura dell'attività non autorizza automaticamente tavolini, dehors, occupazioni esterne o mezzi pubblicitari.
Tavolini, sedie e dehors richiedono una specifica verifica di fattibilità e un procedimento autonomo.
L'installazione dell'insegna può richiedere ulteriori adempimenti e verifiche, soprattutto in aree sottoposte a tutela.
Non seguiamo soltanto nuove aperture. Anche un'attività esistente può richiedere una nuova verifica tecnica e amministrativa.
Il cambio del titolare non elimina eventuali criticità tecniche del locale.
La nuova attività può richiedere requisiti differenti dalla precedente.
Il nuovo locale deve essere verificato come se fosse una nuova configurazione.
La modifica della superficie può incidere su requisiti, planimetrie e procedimento.
Anche una riduzione può richiedere aggiornamenti documentali e amministrativi.
Va gestita secondo il procedimento previsto per la specifica attività.
La pratica arriva dopo la verifica di fattibilità.
Definiamo esattamente l'attività e il modello operativo.
Urbanistica, distribuzione, requisiti, impianti e zona.
SCIA commerciale, autorizzazioni e adempimenti collegati.
Se servono adeguamenti, definiamo le pratiche edilizie necessarie.
Compiliamo il procedimento con allegati e asseverazioni richieste.
Coordiniamo eventuali Catasto, OSP, insegne e ulteriori adempimenti.
Il costo della pratica SUAP non coincide con il costo complessivo necessario per rendere il locale e l'attività effettivamente conformi.
Verifiche, elaborati, asseverazioni e predisposizione della pratica.
Dipendono dal procedimento e dagli eventuali enti coinvolti.
Lavori, impianti, Catasto, sanità, acustica, OSP e altre pratiche possono incidere sul costo complessivo.
Lo Studio segue da anni piccole imprese, start-up, attività indipendenti, società, grandi imprese e franchising per nuove aperture, trasferimenti, variazioni e consulenze sulla disciplina commerciale e tecnica dei locali.
Urbanistica, edilizia, Catasto, sanità, accessibilità, OSP, insegne e vincoli vengono letti come parti dello stesso progetto di apertura.
L'obiettivo è individuare i problemi prima della firma del contratto o dell'avvio dei lavori, non dopo il deposito della pratica.
No. La SCIA commerciale riguarda l'attività economica; la SCIA edilizia riguarda determinati interventi sull'immobile.
No. La categoria catastale non dimostra da sola la compatibilità urbanistica, edilizia, sanitaria e funzionale del locale con l'attività.
La difformità deve essere prima verificata. La SCIA commerciale non sana problemi urbanistico-edilizi del locale.
Per le attività effettivamente soggette a SCIA, l'avvio è collegato alla corretta presentazione della segnalazione e al possesso reale dei requisiti dichiarati, fermo restando il potere di controllo dell'Amministrazione.
Sì. A Roma i procedimenti per le attività produttive vengono gestiti telematicamente attraverso il SUAP secondo la specifica tipologia di attività.
No. Dal 2025 alcune attività artigianali sono state liberalizzate dal D.L. 19/2024, ma restano gli adempimenti previsti dalle normative di settore e le specifiche regole della Città Storica.
No. La DAC 109/2023 prevede una disciplina specifica per le attività commerciali e artigianali nella Città Storica e nell'area UNESCO.
Non sempre. La somministrazione segue anche la disciplina specifica della DCC 35/2010 e può richiedere ulteriori verifiche, requisiti o regimi autorizzativi in funzione della zona e dell'attività.
No. L'Occupazione di Suolo Pubblico segue un procedimento distinto.
Sì. La verifica preventiva della fattibilità tecnica e amministrativa è uno dei momenti più utili per ridurre il rischio dell'apertura.
Indicaci tipo di attività, indirizzo del locale, superficie, situazione attuale e lavori previsti. Verifichiamo prima la fattibilità tecnica e amministrativa e poi impostiamo il procedimento corretto.
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